Pritchett & Hull Ass. Atlanta, USA.
Pritchett & Hull Ass. Atlanta, USA.

E' opinione corrente che la disfunzione erettile, ov- vero l'incapacità di ottenere e mantenere un’ adeguata rigidità del pene durante l' atto sessuale, in una eleva- ta percentuale di casi, sia un effetto collaterale della terapia farmacologica car-diovascolare. In effetti l' im-potenza sessuale (disfun-zione erettile) è un rischio che può correre chi è in trattamento con farmaci an-tipertensivi, ma bisogna tut-tavia  ricordare che le cause di impotenza sessuale sono numerose e comprendono cause:

  • di tipo organico,
  • di tipo psicologico,
  • iatrogene, da farmaci.

La senilità porta inevitabilmente ad una alterazione dei meccanismi che inducono l’erezione. A prescindere dall’ età dell’individuo la disfunzione erettile nella popola- zione maschile di età >40 anni è relativamente frequente e la sua incidenza appare più elevata nella popolazione affetta da tutte le patologie legate al sistema car-diovascolare e in presenza dei fattori di rischio cardio-vascolari come  ipertensione, malattie dismetaboliche come dislipidemie o diabete. Anche l'insufficienza renale ed epatica o alcuni interventi chirurgici come la prosta-tectomia possono portano ad un deficit erettivo.
L
e  cattive abitudini  alimentari, la sedentarietà, lo stress, il fumo,
l’ abuso di alcool o l' uso di droghe portano anch' essi il soggetto all’ impotenza.

Vi sono evidenze che la disfunzione erettile costituisce un fattore di rischio cardiovascolare indipendente sia nella popolazione generale che nei pazienti con cardio-patia nota. Per questa ragione nei soggetti ancora senza segni clinici di malattia cardiovascolare, l’insorgenza di una disfunzione erettile, può precedere di alcuni anni la comparsa delle manifestazioni cliniche della cardiopatia conclamata.

Oltre ai fattori organici vi possono essere fattori psico-logici, che spesso sono associati ed hanno una reciproca interazione. Le più comuni cause psicologiche compren- dono l' ansia, la depressione ma anche lo stress e le condizioni ambientali in cui il rapporto viene consumato. Un ruolo importante gioca la cosiddetta “ansia da pre- stazione”, la quale esercita un effetto inibitorio sull’ erezione; essa però è più frequente nei giovani alle pri- me esperienze sessuali, spesso dopo che si è verificato un primo fallimento. Può essere causa di impotenza ses- suale anche una scarsa intesa con la partner. Il com- portamento della partner, quando esistono problemi di coppia e l' inidoneità dell' ambiente in cui si svolge il rap- porto, sono le cause a sfondo psicologico che più di fre- quente favoriscono la disfunzione erettile.

SFIGMOMANOMETRO AD ANEROIDE.
SFIGMOMANOMETRO AD ANEROIDE.

La disfunzione erettile rap- presenta, in una certa per- centuale dei casi, può es- sere un effetto collaterale indesiderato della terapia farmacologica cardiova-scoscolare.

I farmaci che più frequen- temente correlano con l' impotenza sessuale sono:

.i farmaci ad azione centrale (Alfa-metildopa, Cloni- dina);
.i diuretici tiazidici (clortalidone);

.i betabloccanti (propranololo, atenololo, etc). Per que- sti farmaci il rischio si aggira intorno al 10-20%, mentre per altri farmaci come gli alfa-bloccanti, i sartani e i beta- bloccanti di ultima generazione, secondo alcune recenti ricerche, si possono avere addirittura effetti positivi sulla funzione erettile;

.gli ACE-inibitori e i calcio-antagonisti,hanno un  rischio di impotenza sessuale neutro.

 

L’ unica categoria di farmaci probabilmente implicata nel- la genesi della disfunzione erettile rimane invece quella dei diuretici tiazidici per i quali è stato provato un ef- fetto positivo sulla funzione erettile. Vedi la tabella sinotti- ca sottostante.

Farmaci antiipertensivi e disfunzione erettile.
Farmaci antiipertensivi e disfunzione erettile.

In linea di massima vale il principio che la terapia an- tipertensiva debba essere personalizzata sulla base non solo dell' efficacia antipertensiva, ma anche sulla base degli effetti collaterali. In altri termini bisogna tener conto della compliance del paziente (che definisce l'adesione del paziente alle prescrizioni del medico); la compliance è assai importante se si considera che gli antipertensivi sono farmaci che bisogna assumere regolarmente per tutta la vita.

"L' uomo in pilole", opera del medico-pittore, Raffaele Leone, in " Parlar di Farmaci" di Giorgio Segre, Silvia Editrice, 1987.
"L' uomo in pilole", opera del medico-pittore, Raffaele Leone, in " Parlar di Farmaci" di Giorgio Segre, Silvia Editrice, 1987.

Le linee guida della Società Europea dell' Ipertensione ipotizzano che la predisposizione genetica dei pazienti possano influenzare il metabolismo di alcuni farmaci an- tipertensivi, alterandone l'efficacia e favorendo la com- parsa di effetti collaterali. Infine bisogna fare una consi-derazione riguardo alla società, la quale, compresa quel- la italiana, è multi-etnica e, pertanto, poiché la maggior parte dei grandi studi clinici, finora disponibili, ha ar- ruolato grandi quote di pazienti caucasici e solo modeste quote di pazienti appartenenti ad altre etnie (nera ed asiatica), sono necessari studi che comprendano po- polazioni di diversa etnia.

 

CONCLUSIONI

La disfunzione erettile è piuttosto frequente nella po- polazione maschile di età >40 anni, ma la sua incidenza si presenta particolarmente elevata nella popolazione af-fetta da malattie cardiovascolari. L’ identificazione di una relazione causa-effetto tra queste due patologie è com-plicata dalla presenza di fattori di rischio eziopotogenetici comuni come ad esempio l’ ipertensione arteriosa. Inoltre vi sono evidenze che dimostrano che la disfunzione erettile costituisca un fattore di rischio cardio-vascolare indipendente sia nella popolazione generale che nei pazienti cardiopatici compresi i pazienti ipertesi. Infatti nei soggetti senza segni clinici di malattia cardio- vascolare l’insorgenza di una disfunzione erettile spesso precede di alcuni anni le manifestazione cliniche di una cardiopatia ischemica. L’ipotesi che la disfunzione eretti- le rappresenti, in una elevata percentuale di casi, un ef- fetto collaterale della terapia farmacologica antiiper- tensiva risulta invece, sulla base delle conoscenze at- tuali, senza un valido supporto scientifico. In particolare per i farmaci beta-bloccanti e soprattutto per quelli di ul- tima generazione  è stato provato addirittura un effetto positivo sulla funzione erettile. Anche le statine utiliz- zate nell’ipercolesterelemia si sono dimostrate ca- paci di migliorare la funzione erettile.

  Viagra con il soprannome di "pillola blu".
Viagra con il soprannome di "pillola blu".

L'iperteso in terapia farmacologica e che ha un buon controllo dei valori di pres- sione arteriosa non deve temere even- tuali rialzi pressori collegati alle "perfor-mances" sessuali e può assumere far- maci per aiutare la funzione erettile (vardenafil, tadalafil, sildena- fil) senza controindicazioni salvo i casi di una contemporanea assunzione di nitrati per os o transdermici per la cura della cardiopatia ische- mica. Questa associazione può causare una grave ipotensione arteriosa.

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Il pene è costituito da 2 corpi cavernosi e da un corpo spugnoso uretrale ubicato tra di essi. I corpi cavernosi sono avvolti da una membrana inestendibile detta albuginea, costituita da tessuto connettivo denso con fibrocellule muscolari lisce e fibre elastiche che ha un ruolo fondamentale per il raggiungimento della rigidità del pene. In seguito ad una stimolazione erogena che può essere visiva, tattile o immaginaria, vengono attivate specifiche aree cerebrali, che attraverso alcune fi- bre nervose del midollo spinale stimolano le strut- ture vascolari del pene. L'erezione avviene quan- do le arterie del pene si dilatano e veicolano un elevato afflusso di sangue verso i corpi cavernosi. Il pene si riempie all' improvviso di un volume di sangue otto volte superiore alle condizioni basali. Il sangue entrato nei corpi cavernosi, rimane così imprigionato al loro interno, rendendo eretto il pene,mentre l’albuginea grazie alla sua inesten-dibilità lo rende rigido. L' ingrossamento e lo stato di rigidità del pene vengono mantenuti fino al momento dell’eiaculazione. Durante l’erezione le valvole venose restano ben chiuse per mantenere lo stato di rigidità del pene per tutta la durata del rapporto sessuale.Raggiunto l’orgasmo, il rilascia- mento delle valvole venose, favorisce il deflusso del sangue dai corpi cavernosi, portando il pene allo stato di flaccidità iniziale.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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