FUMO DI

TABACCO

 

(Tobacco smoking)

 

 

Il tabagismo è la dipendenza più diffusa e più frequente nella nostra società, in quanto il suo consumo riguarda tutti i ceti sociali, tutte le età ed entrambi i sessi. Le scelte di economia politica e sociale, ne hanno favorito il suo consumo per ovvie ragioni di interesse economico anche dei Governanti.

Dopo la seconda guerra mondiale, l'abitudine al fumo di tabacco si è estesa anche alle donne.
Dopo la seconda guerra mondiale, l'abitudine al fumo di tabacco si è estesa anche alle donne.

Fumare è un comportamento talmente  radicato nella po- polazione che viene accettato quasi come normale. 

Tra i personaggi celebri ce n’è sono alcuni che so- no rimasti nell’immaginario collettivo legato al fu- mo di tabacco e soprattutto del fumo del sigaro come Winston Churchill,Orson Welles,Alfred Hitch- cock, oppure del fumo della pipa come Albert Ein- stein, Sandro Pertini ed altri.

Churchill non si separava mai dai sigari: prima delle lunghe trasferte si assicurava di a-vere in valigia una sufficiente scorta di sigari cubani. Photograph:Popperfoto/Getty Ima-ges-pre.
Churchill non si separava mai dai sigari: prima delle lunghe trasferte si assicurava di a-vere in valigia una sufficiente scorta di sigari cubani. Photograph:Popperfoto/Getty Ima-ges-pre.

L’ uso di tabacco, in tutte le sue forme, inclusi sigarette, sigari, pipe e tabacco masticato, però può causare il can- cro o altre gravi patologie.

 

COME SI E' PROPAGATO L'USO DEL FUMO DI TABACCO?

I mezzi mediatici che hanno influenzato e continuano a influenzano il comportamento dei fruitori del fumo di tabacco in tutte le sue forme, sono 4:

  1. la televisione con le fiction,
  2. il cinema,
  3. lo  sport
  4. Internet.

 

Fumo di Tabacco, televisione, fiction e cinema

Un esempio di come la televisione con le fiction abbia favorito e favorisca la pubblicità del fumo di tabacco è quello della serie televisiva  del Commissario Maigret. La serie ebbe un enorme successo di pubblico, che ov- viamente si accompagnò ad una forte pubblicità del fumo di pipa. Queste inchieste del commissario Maigret sono state tratte da altrettanti romanzi di Georges Simenon e che hanno come protagonista il commissario Maigret. Gli episodi furono divisi in 4 stagioni, per un totale di 35 puntate e sono andate in onda sul Programma Nazionale della televisione Italiana dal 1964 al 1972 per la regia di Mario Landi. Interprete del commissario Maigret era  l'attore Gino Cervi, il quale, personalmente grande fu- matore di pipa, durante le registrazioni fumava con- tinuamente e usava le pipe della sua collezione privata. Grazie alla televisione, la pipa entrò in tutte le case degli italiani

Il commissario Maigret interpretato dall'attore Gino Cervi,che fumava in continuo  la pi- pa.
Il commissario Maigret interpretato dall'attore Gino Cervi,che fumava in continuo la pi- pa.

I messaggi riguardanti il tabacco, veicolati attraverso la televisione e il cinema, hanno avuto, in particolare nel re- cente passato, la funzione di divulgare un’immagine po- sitiva del fumatore e del fumo di tabacco.

Humphrey De Forest Bogart, icona del cinema americano. Il binomio cinema e fumo di sigaretta è stato un classico dei tempi d’oro del cinema di Hollywood.Qui è nel film The Maltese Falcon (1941). L 'attore morì a 58 anni per un carcinoma dell' esofago.
Humphrey De Forest Bogart, icona del cinema americano. Il binomio cinema e fumo di sigaretta è stato un classico dei tempi d’oro del cinema di Hollywood.Qui è nel film The Maltese Falcon (1941). L 'attore morì a 58 anni per un carcinoma dell' esofago.

Da alcune ricerche è emerso che nei film il numero di e- pisodi in cui compare il fumo di tabacco e il mondo  se- ducente dei divi del cinema, varia a seconda delle case cinematografiche:ad esempio la Walt Disney è la casa cinematografica che ha una media più bassa di episodi che mostrano personaggi che fumano.Un'altra osserva- zione che è stata  fatta è che nei film i fumatori di sigari hanno una presenza assai importante, mentre nella vita reale il sigaro è fumato soltanto dal 3% del popolo dei fumatori.

Il  sodalizio cinema-tabacco è stato per molti anni un rap- porto consolidato in particolare del cinema americano. Nei film e nelle finction comparivano donne fascinose, dallo sguardo misterioso sempre avvolte in una nuvola di fumo, oppure uomini avventurosi irresistibili, dallo sguar- do provocante, muniti sempre dall'immancabile sigaretta.

L'industria del tabacco per realizzare l'obiettivo di incenti- vare l'abitudine al fumo di tabacco, a quei tempi, ha im- piegato ingenti risorse economiche. A questo proposito è stata effettuata una ricerca che ha dimostrato che nume- rosi attori tra i più famosi, tra gli anni 30 e gli anni 50, sono stati ingaggiati per promuovere alcune marche di sigarette. In particolare la Lucky Strike, nota marca di si- garette americane, aveva un elenco dei pagamenti effet- tuati agli attori più importanti del tempo.Nel solo biennio 1937-1938, la Lucky Strike avrebbe investito 3.200.000 dollari per scrivere sul proprio libro paga le star del mo- mento come testimonial delle sue sigarette. Sembra che tra gli attori più pagati vi siano stati Gary Cooper, Joan Crawford, Clark Gable, Myrna Loy, Spencer Tracy, etc.

Gary Cooper, nato il 1901, deceduto nel 1961 per cancro del polmone.
Gary Cooper, nato il 1901, deceduto nel 1961 per cancro del polmone.

Essi intascavano 10 mila dollari all'anno per favorire la diffusione del vizio del fumo di tabacco (a quei tempi 10.000 dollari all'anno erano cifre ragguardevole).

Ancora oggi, nei film, è presente la pubblicità per il ta- bacco, ma in modo occulto: in molte scene infatti si vedo- no personaggi femminili che ricorrono al fumo per com- battere l'ansia e la depressione, oppure per ostentare una sorta di autonomia e di libertà femminile, mentre i personaggi maschili fumano per concentrarsi meglio op- pure per ingannare l'attesa, quando devono interpretare un ruolo carico di tensione emotiva.

Sir Thomas Sean Connery Kt, attore scozzese.Ha impersonato un avventuriere irresi- stibile, in compagnia dell’ inseparabile sigaretta.
Sir Thomas Sean Connery Kt, attore scozzese.Ha impersonato un avventuriere irresi- stibile, in compagnia dell’ inseparabile sigaretta.

In sintesi il  cinema e la televisione  hanno  diffuso e dif- fondono ancora, anche se con minore intensità dei tempi passati e spesso in modo occulto, un’immagine positiva del fumatore e del fumo di tabacco..

 

Anche nel cinema italiano il sodalizio cinema-tabacco  è stato per molti anni un rapporto abbastanza consolidato. Ad esempio nel cartellone pubblicitario del film "La dolce vita" del 1960, diretto da Federico Fellini, si vede l' attore Marcello Mastroianni con una sigaretta in bocca in bella mostra.

Marcello Mastroianni (1924-1996) nel film"La dolce vita".Una sigaretta accesa campeg- gia al centro del cartellone pubblicitario. Mastroianni morì per un tumore al pancreas: i fumatori hanno un rischio che è circa triplo rispetto a quello di chi non fuma.
Marcello Mastroianni (1924-1996) nel film"La dolce vita".Una sigaretta accesa campeg- gia al centro del cartellone pubblicitario. Mastroianni morì per un tumore al pancreas: i fumatori hanno un rischio che è circa triplo rispetto a quello di chi non fuma.

 

Fumo di Tabacco e manifestazioni sportive

Nelle manifestazioni sportive fino a qualche anno fa, era assai frequente l’esposizione visiva di un logo e del no- me di note marche di sigarette. Il Gran Premio di Formu- la Uno per molti anni è stato sponsorizzato dalle grandi case produttrici di tabacco.

Fortunatamente oggi, su un mito come la FERRARI non è più consentito mettere i loghi delle principali industrie di morte.
Fortunatamente oggi, su un mito come la FERRARI non è più consentito mettere i loghi delle principali industrie di morte.

In  particolare le multinazionali del tabacco hanno investi- to sulla Formula 1, centinaia di milioni di euro, corrispon- denti al 25% di tutte le sponsorizzazioni.
Questo perchè la sponsorizzazione degli avveni- menti sportivi fa venire in mente l'idea che il fumo di tabacco ed una perfetta forma fisica coincida- no: pertanto le marche delle sigarette apparivano ben visibili durante le gare sportive di ogni tipo, dalla formula 1 al motociclismo, al ciclismo, al tennis, alle regate veliche internazionali, vedi l'e-sempio della figura sottostante, ove compare il logo di una famosa marca di tabacco su una moto da corsa.

Sodalizio motociclismo-tabacco: Suzuki, Michelin e Lucky Strike.
Sodalizio motociclismo-tabacco: Suzuki, Michelin e Lucky Strike.

FUMO DI TABACCO E INTERNET

Accanto ad una pubblicità del tabacco manifesta come quella del cinema e delle manifestazioni sportive ce n’è una meno visibile ed è quella fatta su Internet. Quest' ultimo mezzo mediatico è la sede virtuale dove è possibile vendere sigarette anche ai minorenni e dove assai spesso il fumo è associato, con destrezza, a stimoli visivi attraenti. La pubblicità su internet è tra le più insidiose perchè Internet è accessibile a tutti, in ogni parte del mondo, anche dove questo tipo di pubblicità è vietato. In alcuni siti hard, che sono assai diffusi su Internet, la sigaretta è divenuta un oggetto erotico nelle mani di donne fascinose, le quali in abiti succinti, in atteggiamenti provocanti e con posizioni sexy, aspirano il fumo del tabacco, simulando un livello di eccitazione si- mile a quello di un rapporto sessuale

 

Alcuni degli scrittori più prestigiosi della letteratura mo- derna hanno trattato il tema del fumo di tabacco ed han- no descritto personaggi che esibendo la pipa, il sigaro e la sigaretta, ostentano una sorta di elevazione sociale, morale e intellettuale. Il fumo di tabacco viene descritto come una droga della gestualità, ma contestualmente come un compagno di lavoro, di riflessione. In sintesi il fumo di tabacco viene ampiamente utilizzato dagli scrittori per descrivere un'atmosfera,oppure per analiz- zare la personalità dei loro protagonisti, a volte per mo-strare la loro gioia, le loro ansie o i loro disagi. Vengono rappresentate tutte le sfaccettature della figura del fu-matore e della percezione del gesto del fumare. La let-teratura riguardo al fumo di tabacco ci offre, dunque, una serie di rappresentazioni assai variegate e complesse, non sempre univoche e a volte contraddittorie.

Ad esempio fumare, nel sonetto di Charles Baudelaire, dedicato alla pipa, si legge che essa ha il potere incanta- torio e fascinoso di alleviare il dolore:l’anima è come am- maliata dalla avviluppante «rete mobile e cilestrina» delle spiraliformi esalazioni del tabacco «in fiamme».

Baldo Peroni, scrittore innamorato del fumo della pipa, nel volume "L'arte di fumare la pipa", rivela tutti i segreti per amare e godere pienamente del fumo della pipa.

In numerose pubblicazioni dedicate al sigaro, il fumo vie- ne considerato il compagno ideale per la degustazione del vino; ad esempio nel volume “Il Toscano nel bicchie- re” di Fabrizio Bianchi, vengono descritte tutte le tecni- che di degustazione per abbinare adeguatamente il siga- ro Toscano ai vari tipi di vino.

Nei romanzi che trattano la "resistenza", la sigaretta as- sume un valore ideologico e politico. Chi possiede infatti del tabacco, sente il bisogno di offrirlo generosamente ai compagni d'armi come segno di amicizia e di apparte-nenza. Nel volume "Per chi suona la campana" di Ernst Hemingway, il protagonista Robert Jordan, giunto presso i compagni spagnoli, che dovrà coordinare in un’impresa antifranchista, vince l'iniziale sentimento di diffidenza dei commilitoni, offrendo loro delle sigarette, ovviamente "si- garette russe", cioè sigarette sicuramente antifasciste e cioè capaci di rassicurare loro.

Sono ancora le "sigarette russe" con cui Andrea Sperelli, protagonista del Piacere di Gabriele D'annunzio, riempie un esclusivo "astuccio d’oro", ad assumere il significato dell' esibizionismo del bello e del lusso. La ricca borghe- sia romana, come simbolo di distinzione sociale, si de- dica al culto della bellezza, ostentando una ricercata ele- ganza anche nella scelta degli oggetti che sono correlati alla pratica del fumo di tabacco.

Al contrario smettere di fumare è l'obiettivo perenne, co- me si può leggere ad esempio nell' opera "La coscienza di Zeno", di Italo Svevo. Nel capitolo dedicato al proble- ma del fumo, Zeno a vent' anni, quando si ammala, co- mincia ad odiare il fumo e decide di disintossicarsi e di smettere di fumare; ma questo è un proposito perseguito per tutta la vita e che tale rimane, perchè mai viene rea- lizzato. Tutte le volte che Zeno prova a smettere di fu- mare, decide di fumare un' "ultima sigaretta", ma il moti- vo dell’ “ultima sigaretta” viene menzionato tra i nume- rosi “atti mancati” che caratterizza la sua esistenza.

 

Di seguito viene riportata una breve raccolta di voci bibliografiche, che lungi dall'essere esaustiva, tratta l' argomento fumo di tabacco e che merita di essere consultata:

 

-Italo Svevo, La coscienza di Zeno, Mondadori, Milano 1990.

-Thomas Mann, La montagna incantata, Corbaccio, Milano 1992.

-Eugenio Montale, Nuove stanze, in Le occasioni; ora in Tutte le opere, Mondadori, Milano 1994.

-Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny, Einaudi, Torino 1994.

-Federico Tozzi, Con gli occhi chiusi, Feltrinelli, Milano 1995.

-Charles Baudelaire, La pipa, in I fiori del male; ora in Opere, Mondadori, Milano 1996.

-Ernst Hemingway, Per chi suona la campana, Mondadori,  Milano 1996.

-Antonio Tabucchi, La testa perduta di Damasceno Monteiro, Feltrinelli, Milano 1997.

-Niccolò Ammaniti, Branchie, Einaudi Stile Libero, 1997.

-Gabriele D’Annunzio,Il piacere,Mondadori, Milano 2002.

-Fabrizio Bianchi, Il Toscano nel bicchiere,Giunti Editore, 2003.

-Enrico Remmert e Luca Ragagni, Smokiana Edizioni Marsilio 2007.

-Baldo Peroni,  L'arte di fumare la pipa, Il Castello 2016.

 

La storia dell'arte pittorica al contrario della letteratura, ci ha dato, rispetto al tema del fumo di tabacco, immagini legate ad una lettura positiva e liberatoria. In pratica la fi- gura del fumatore nell'arte pittorica subisce un’ opera- zione di elevazione spirituale ed appare mitizzata, nobili- tata, ingigantita. 

Pertanto i messaggi riguardanti il fumo di tabacco ,veicolati attraverso le opere pittoriche dei grandi artisti,hanno contribuito e contribuiscono ad in-fluenzare il comportamento dei fruitori del fumo di ta-bacco in tutte le sue forme.   

William Hogarth  (1697-1764)  National Portrait Gallery.
William Hogarth (1697-1764) National Portrait Gallery.

 

Sono dunque numerosi i Pittori nel corso della storia dell' arte che hanno immortalato nelle loro opere, perso- naggi che fumano e gli oggetti utilizzati per il fumo. Ovviamente non abbiamo la presenza del tabacco in o-pere pittoriche precedenti al XVI secolo, essendo il ta-bacco entrato in Europa dopo la scoperta dell'America. Ma anche dopo la sua importazione in Europa, il fumo di tabacco stentava ad essere rappresentato in opere d'arte di grande valore artistico. Le prime opere sul fumo di tabacco furono infatti di modesta importanza artistica, in quanto non erano state commissionate da personaggi della nobiltà o del clero.

I primi dipinti provenivano da artisti dei Paesi Bassi in un periodo in cui il commercio, le scienze e le arti olande-si godevano di un diffuso apprezzamento. Questi artisti ebbero come capostipite:                                Frans Hals (1580–1666), pittore di Anversa molto pro-lifico, che operò in Olanda, durante il suo cosiddet-to periodo d'oro della pittura;egli riproduceva pre-feribilmente i personaggi del popolo, che incontra-va nella vita di tutti i giorni. Riguardo alle rappresentazioni di soggetti dediti al fumo di tabacco, sono assai note le opere di Adriaen Brouwer, di David e Abraham Teniers. 

 

Adriaen Brouwer (1605-1638), pittore fiammingo. Nel famoso quadro "Il Fumatore", viene rappresentato un soggetto che fuma la pipa in un ambiente assai fumoso. Egli tiene ben stretti tra le braccia una lunga pipa bianca e un boccione di vino. Le immagini dei fumatori, risalenti a quel periodo, ritraggono assai di frequente poveri con-tadini intenti al loro lavoro, oppure ripresi all’interno delle loro misere abitazioni o nei luoghi di svago, come locan-de e taverne, oppure durante le feste contadine, a volte visibilmente ubriachi.

Adriaen Brouwer (1605/6-38), Il Fumatore, Museé du Louvre, Parigi.
Adriaen Brouwer (1605/6-38), Il Fumatore, Museé du Louvre, Parigi.

Teniers David (1582-1649) e suo fratello Abraham (1629-1670) mostrarono una forte predilezione per le rappresentazioni riguardanti il fumo di tabacco e com-posero numerose opere, usualmente ambientate in luo-ghi degradati, con individui intenti a fumare la pipa. 

Abraham Teniers  (Anversa, 1629–1670) è stato un pittore fiammingo."Uomo che si ac-cende la pipa in un'osteria", Palazzo Rosso, Genova.
Abraham Teniers (Anversa, 1629–1670) è stato un pittore fiammingo."Uomo che si ac-cende la pipa in un'osteria", Palazzo Rosso, Genova.

Hendrik ter Brugghen (1588-1629) detto Terbrugghen, pittore olandese. Dopo un lungo soggiorno in Italia della durata di circa 10 anni, dove rimase affascinato dalle o- pere dei pittori italiani, in particolare del Caravaggio, ri-tornò ad Utrecht e si mise a rappresentare soggetti popo-lani, bevitori ed in particolare musicisti, come ad esempio la Giovane donna con il liuto, Il flautista, Il concerto, Il fumatore di pipa, etc. Sotto l'influenza di Caravaggio produsse quadri  anche a sfondo religioso come "La Cro-cifissione con la Vergine e San Giovanni", nei quali ve-niva utilizzati un uso  intenso  e drammatico di luci ed ombre. In sintesi al contrario degli altri pittori fiamminghi, produsse quadri tipici dei paesi di cultura cattolica dove le rappresentazioni predominanti erano a sfondo reli-gioso e mitologico.

Hendrik ter Brugghen (1588-1629). Il fumatore di pipa (1623).Olio su tela,Utrecht, Cen-tral Museum.
Hendrik ter Brugghen (1588-1629). Il fumatore di pipa (1623).Olio su tela,Utrecht, Cen-tral Museum.

Nel quadro su esposto viene rappresentato un giovane soldato, con accanto la spada, che si accende la pipa da una candela da illuminazione che egli ha tolto all'applique posta davanti a lui. In questo dipinto appare chiara l'influenza stili-stica di Caravaggio, in quanto sullo sfondo scuro, due fasci di luce vengono proiettati sul viso e su-gli abiti del soldato.

 

Hogarth William (1697-1764), pittore inglese che compose le sue pitture come se fossero rap-presentazioni teatrali; i suoi quadri sono quindi si-mili ad un palcoscenico dove gli attori con i loro gesti e quindi anche mentre fumano la pipa, mi-mano i più comuni momenti della vita quotidia-na: matrimonio, assemblee, vita politica, etc.

“L’opera di convinzione” è un dipinto di William Hogarth, appartenente al ciclo di 4 tele intitolato “La campagna elettorale”, realizzato nel 1754 con tecnica a olio; misura 101,5 x 127 cm ed è custodito nel Soane’s Museum a Londra. Il dipinto è conosciuto anche come “Sollecita-zione di voti” e “La visita del candidato”. La scena è am- bientata in una piccola piazza con una birreria e un' oste-ria. Sul fondo è rappresentata un'altra osteria per i sim-patizzanti del partito avverso. Sulla porta dell’osteria in primo piano, la padrona sta contando le monete. Al centro, un agricoltore arrivato dalla campagna viene con-teso dai gestori delle 2 osterie. Nella zona di destra, sul banco della birreria, 2 soggetti discutono, fumano una lunga pipa e bevono.

William Hogarth  (1697-1764).La campagna elettorale de 1754,olio su tela di 101,5x127. Soane's Museum Londra.
William Hogarth (1697-1764).La campagna elettorale de 1754,olio su tela di 101,5x127. Soane's Museum Londra.

Con il passare del tempo le opere sul fumo di tabacco non sono ambientate nelle osterie, luogo di svago e di allegria, ma nei caffè, luogo di di aggregazione, di riflessione, di sfogo e di condivisione dei tanti problemi della vita sociale; in altri termini vengono rappresentati personaggi che frequentano i salotti intellettuali. Quindi vengono rappresentate scene di dialogo e di scambi di opinione nei salotti buoni della città o nei caffè, dove le persone discutendo bevono e fumano.

Però nel corso del Seicento si afferma anche l’idea che lega il fumo alla caducità ed al trascorrere del tempo, tanto che la pipa entra come simbologia nelle nature morte, aventi come tema pittorico la vanitas, cioè come dire che tutto è vanità (vedi di Harmen Steenwijck, "Vanitas" del 1640, Steendelijk Museum "De Lakenhal”, Leiden). La vanitas, in pittura, è pertanto una natura mor- ta con elementi simbolici allusivi al tema della caducità delle cose terrene e della vita. Il nome vanitas deriva dal- la locuzione latina tratta dalla Bibbia Ebraica e Cristiana "vanitas vanitatum et omnia vanitas"(vanità delle va-nità, tutto è vanità). E' in pratica un monito alla caducità dell' esistenza umana.

Questo genere pittorico ebbe la sua massima espres-sione, soprattutto nei pittori dei paesi bassi ed è correlato al senso di precarietà della vita umana e che investì tutta l' Europa in seguito alla guerra dei trent'anni (1618-1648) e al dilagare delle epidemie di peste. In sintesi i teschi, la candela spenta, il silenzio degli strumenti musicali, la clessidra, l'orologio, la conchiglia, le pipe, etc divennero simboli della caducità e della vanità delle cose umane.

Harmen Steenwijck (1612–1656), "Vanitas" del 1640, Stedelijk Museum  “De Laken-hal”,  Leiden, Olanda meridionale.
Harmen Steenwijck (1612–1656), "Vanitas" del 1640, Stedelijk Museum “De Laken-hal”, Leiden, Olanda meridionale.

Nei secoli seguenti sono numerose le opere che ritraggo- no personaggi nell’atto di fumare e che utilizzano una serie di preziosi ed eleganti accessori, in particolare la pi- pa. Degas, Manet, Renoir, van Gogh, Cezanne, Picas- so, Dalì, Botero, Guttuso, ovvero i più illustri rappresen- tanti della pittura dei secoli XIX, XX, XXI, hanno tutti di- pinto personaggi che fumano. Si riteneva che il fumo di tabacco avesse un potere magico e fascinoso, capace di alleviare le sofferenze umane: l’anima è come amma- liata dalla avviluppante «rete mobile e cilestrina» delle spiraliformi esalazioni del tabacco «in fiamme». 

Nel 1857 il poeta Charles Baudelaire compose un sonetto dedicato alla sua amata pipa e lo in-serì all’interno della famosa raccolta "I Fiori del Male".

Nel sonetto è come se la pipa parlasse in prima persona ed esponesse il sentimento dell’autore. 

 

La pipa

 

"Sono la pipa di uno scrittore:
con questa faccia
S’Abissina o Cafra, si vede
che il padrone è un gran fumatore!

Se lui è pieno di dolore,
fumo come la capanna
dove si cucina
per il contadino che ritorna.

Come gli allaccio e cullo l’anima
nella rete azzurra e mobile
che sale dalla mia bocca di fuoco!

E che dittamo potente effondo
per affascinargli il cuore e guarirgli
lo spirito dalle fatiche!"

 

Hilaire German Edgar Degas (Parigi 1834–1917) è sta- to un pittore e scultore francese. La maggior parte delle sue opere possono essere attribuite al movimento dell' Impressionismo, nato in Francia negli anni sessanta del diciannovesimo secolo in reazione alla pittura accade- mica dell' epoca. Nell'opera "L’assenzio", olio su tela del 1875-1876, esposta al Musée d’Orsay, Parigi, Degas di-mostra tutto il suo amore verso gli scorci della vita quotidiana del tempo. Con "L’assenzio" ci introduce all’ interno del Café Nouvelles-Athènes, uno dei ritrovi più frequentati dagli impressionisti.Nel locale arredato in mo-do grossolano, viene rappresentata una donna esile, se-duta ad un tavolo, con una espressione di sconforto, con davanti un bicchierino di assenzio. Accanto è seduto un personaggio,corpulento e dall’aspetto trasandato, che non sembra interessato alla donna e fuma la sua pipa con lo sguardo perso nel vuoto; egli visi-bilmente sbronzo, anche lui solitario, ha davanti il suo boccale di vino.

Edgar Degas (1834–1917), L’assenzio (1875-1876); olio su tela (cm.92x cm.68), Parigi, Musée d’Orsay.
Edgar Degas (1834–1917), L’assenzio (1875-1876); olio su tela (cm.92x cm.68), Parigi, Musée d’Orsay.

Eduard Manet (1832–1883) realizzò numerose o- pere che raffigurano interni di osteria o di caffè, oppure le strade o le stazioni di Parigi,con personaggi della vita so- ciale di Parigi dell'800; sono personaggi che bevono, fu-mano, ascoltano musica, leggono, etc. Sono assai noti i quadri che trattano delle varie attività della borghesia, come i balli in maschera o le corse campestri. Nel qua- dro intitolato "Un buon boccale di birra", viene rap-presentato un vecchio signore che seduto in un bar consuma un boccale di birra e fuma la pipa. In pratica per Monet, in molte occasioni, il fumo della la pipa e il consumo di birra sono stati fonte di ispirazione.

 Edouard Manet: "Un buon boccale di birra," 1873, Museo d’Arte di Filadelfia, USA.
Edouard Manet: "Un buon boccale di birra," 1873, Museo d’Arte di Filadelfia, USA.

In un altro quadro, Monet per ringraziare il suo amico scrittore Stephane Mallarmé per un artico- lo, in cui il poeta aveva lodato la sua pittura, con-siderandolo come il maggiore esponente degli im-pressionisti, dipinse un suo ritratto. Il poeta viene raffigurato in una posa molto naturale, mentre in-fila la mano sinistra nella tasca della giacca e con la mano destra sfoglia le pagine di un libro, te- nendo tra le dita indice e medio un sigaro acceso.

Edouard Manet, Ritratto di Mallarmé con Sigaro, 1876. L' opera è conservata al Musée d'Orsay di Parigi.
Edouard Manet, Ritratto di Mallarmé con Sigaro, 1876. L' opera è conservata al Musée d'Orsay di Parigi.

Un altra opera sul tema fumo di tabacco di Edou- ard Manet è la"Donna Indiana che fuma"del 1862, che è esposta al Museo d’arte dell’ Università di Princeton, USA.  

Edouard Manet:Donna Indiana che fuma,1862,Museo d’arte dell’Università di Princeton, USA.
Edouard Manet:Donna Indiana che fuma,1862,Museo d’arte dell’Università di Princeton, USA.

Vincent Van Gogh (1853-1890), pittore olandese, ebbe una vita assai tormentata a causa di una malattia psichiatrica.E' noto che egli fosse un gran- de fumatore di pipa, al punto che spesso preferiva fu-mare piuttosto che dipingere e non solo ma i quadri più belli sembra che siano proprio quelli dipinti mentre fuma-va.

Vincent van Gogh, autoritratto, 1886, Amsterdam, Van Gogh Museum.
Vincent van Gogh, autoritratto, 1886, Amsterdam, Van Gogh Museum.

Durante il suo soggiono a Parigi e cioè agli inizi del 1887 dipinse l'0pera "Donna al Café Le Tambourin" che è con-servata al Van Gogh Museum di Amsterdam. Si dice che la donna raffigurata nell'opera fosse la modella italiana Agostina Segatori, proprietaria del Cafè Tambourin di Pa-rigi, con cui Van Gogh ebbe una breve relazione sen-timentale, finita purtroppo in modo tumultuoso. La signo-ra nell' opera viene rappresentata seduta da sola al ta-volo di un bistrot, con una sigaretta tra le dita e un boccale di birra davanti, a dimostrazione dell'avviato per-corso di emancipazione della donna. Contestualmente  la donna appare pensosa, malinconica, con lo sguardo fisso nel vuoto; queste sono tutte espressioni tipiche di quelle donne, che arrivate nella capitale francese con l' idea di ottenere facili successi, si trovavano fatalmente immerse nella prostituzione, nel tabagismo  e nell' alcool.

Vincent Van Gogh "Donna al Café Le Tambourin" è un'opera del 1887. È conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam.
Vincent Van Gogh "Donna al Café Le Tambourin" è un'opera del 1887. È conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam.

L'amore per il fumo e per la pipa era sempre pre-sente: il dipinto "La sedia gialla", Van Gogh lo de-scrisse come "una sedia di legno, con il sedile im-pagliato, tutta gialla su un pavimento con pia-strelle rosse e con una pipa e una borsa di tabac-co".

Vincent Van Gogh,1888.Tecnica olio su tela dimensioni 90,5×72,5 cm   Ubicazione Van Gogh Museum, Amsterdam.
Vincent Van Gogh,1888.Tecnica olio su tela dimensioni 90,5×72,5 cm Ubicazione Van Gogh Museum, Amsterdam.

Purtroppo la grave malattia mentale  non gli consentiva lunghi periodi di benessere;in uno di questi periodi e pre-cisamente alcune settimane dopo essere stao ricoverato in ospedale, fu in grado di dipingere il suo famoso "Auto-ritratto con orecchio bendato e pipa" che lo ritrae in un atteggiamento insolitamente tranquillo e sereno.

La storia dell'orecchio tagliato è controversa; infatti alcuni dicono che Van Gogh in preda ad un episido allucina-torio, si tagliò la metà dell'orecchio sinistro, lo incartò e lo consegnò ad una prostituta del bordello che era frequentato da Van Gogh e da Paul Gauguin. Altri storici come Hans Kaufmann e Rita Wildegans di Amburgo, sostengono nel libro "L'orecchio di Van Gogh,  e il patto del silenzio" che fu Paul Gaughin a mutilare Van Gogh  dopo un furibondo litigio.

Vincent Van Gogh: Autoritratto con orecchio bendato e pipa, 1889,  Courtauld Gallery, Covent Garden, Londra, Gran Bretagna.
Vincent Van Gogh: Autoritratto con orecchio bendato e pipa, 1889, Courtauld Gallery, Covent Garden, Londra, Gran Bretagna.

Al periodo, in cui prevaleva l’incanto del fumatore sereno e tranquillo, subentrava il periodo del disincanto, in cui i miti si infrangevano, in particolare quando la malattia lo ricollocava nella triste realtà di tutti i giorni. L'opera "Teschio con sigaretta accesa" fu eseguita da Van Gogh in uno di questi periodi, quando la salute era più fragile a causa non solo per i problemi di salute mentale ma anche di tanti altri problemi fisici come i problemi gastrici e odontoiatrici. L'opera mostra un teschio, che è il sim-bolo universale della morte e riflette le sue preoccu-pazioni circa il suo stato di salute e la consapevolezza dello scorrere del tempo e della fugacità della vita.

Vincent Van Gogh: Teschio con sigaretta accesa, 1885,  Rijksmuseum Museum,  Am- sterdam.
Vincent Van Gogh: Teschio con sigaretta accesa, 1885, Rijksmuseum Museum, Am- sterdam.

Paul Cézanne (1839-1906), pittore francese di ori- gine italiana è un altro famoso pittore che si è ci- mentato nelle rappresentazioni pittoriche dei fumatori. Tra il 1890 e il 1892 eseguì una decina di studi prepa- ratori sui fumatori. Si dice che uno di questi dipinti è stato venduto nel 2012 per circa 20 milioni di dollari. In queste opere compaiono figure singole, che usualmente sono di sesso maschile e che fumano la pipa, come nell' esem-pio dell' opera "Il fumatore" sottoesposta.

Paul Cézanne: Il fumatore, 1890-1892 circa, olio su tela,  Ermitage, San Pietroburgo, Russia.
Paul Cézanne: Il fumatore, 1890-1892 circa, olio su tela, Ermitage, San Pietroburgo, Russia.

Pablo Ruiz y Picasso (Málaga,1881-Mougins, 1973) è stato pittore, scultore, litografo e ceramista spagnolo di fama mondiale; egli viene considerato uno dei protagonisti più noti della pittura del XX secolo. Riguardo al fumo di tabacco Pablo Picasso non solo fumava, ma affermava che "Fumo e pittura sono tutt'uno". Già all'età di  20 anni,cioè nel 1901 dipinse l'opera “Don-na con sigaretta”,che raffigura una donna sola,dallo sguardo triste e malinconico con una sigaretta ancora spenta in mano.La donna è raffigurata in un atteggia-mento psicologico come se aspettasse qualcuno o qual-cosa oppure come se fosse ormai rassegnata. Quest' opera fu dipinta durante il cosiddetto periodo blu, perio-do in cui Picasso si concentrò nella produzione di opere nelle quali a prevalere erano i toni del blu. 

Pablo Picasso:  “Donna con sigaretta”, nel 1901.
Pablo Picasso: “Donna con sigaretta”, nel 1901.

In queste opere del periodo Blu, Picasso rinunciò dunque alla policromia per esprimere l'angoscia e la tristezza senza speranza di alcuni personaggi come i mendicanti, i girovaghi, cioè tutti gli emar- ginati della società. Il periodo blu va dal 1901 al 1904 e si caratterizza, come su accennato, per l' utilizzo dei colori blu e turchese, colori freddi e impersonali e per la rappresentazione di soggetti appartenenti alle categorie più deboli della so-cietà. Questo periodo rappresenta un momento di passaggio verso il periodo rosa, nel quale Picasso smise di usare il blu e adotta il colore rosa in tutte le sue sfumature dalle più tenue e alle più inten-se,così da aggiungere all'eleganza del disegno un' atmosfera ingenua, quasi infantile.

Nel 1905 Pablo Picasso dipinse "Il Ragazzo con la pipa". E' un olio su tela che fa parte di una colle-zione privata di un collezionista parigino. La tela ritrae un ragazzo, conosciuto come il Petit Louis e che frequentava lo studio del pittore, durante il suo soggiorno parigino. 

Pablo Picasso, nel 1905 dipinse "Il Ragazzo con la pipa". Olio su tela, 99,7x81,3 cm. Collezione privata (Parigi).
Pablo Picasso, nel 1905 dipinse "Il Ragazzo con la pipa". Olio su tela, 99,7x81,3 cm. Collezione privata (Parigi).

Nell'opera ai toni grigi della pelle del ragazzo,che fanno pensare ad un soggetto malaticcio, fa con- trasto, in modo evidente, il colore rosa della coro- na di rose e il colore azzurro del vestito. 

Dopo questi periodi pittorici, Picasso mette in discus- sione i concetti tradizionali dell’arte pittorica e passa al cubismo. Con il cubismo rinuncia alla rappresentazione figurativa classica e afferma un nuovo modo di percepire la realtà. Con questa nuova tecnica nel 1914, Picasso, a proposito di fumo di tabacco, dipinse "Il fumatore" che è un tipico esempio di “collage cubista”, cioè una pittura realizzata con zone dipinte e con un collage di pezzi di carta, di stoffa, etc. In quest'opera i colori sono abbinati e i toni dei colori sono bene intonati al tabacco e alla figura rappresentata, la quale in sintesi non appare come una figura umana. Anche  la pipa e il pacchetto di tabacco in questi dipinti sono rappresentati da forme geometriche. Nel 1968 Picasso dipinse il "Cavaliere con Pipa" con una tecnica che richiama ancora una volta quella cubistaIl "Cavaliere con pipa" è stato acquistato ad un'asta di Sotheby's per 30,9 milioni di dollari partendo da una base d'asta di 18 milioni.

Pablo Picasso "Cavaliere con pipa", 1968.
Pablo Picasso "Cavaliere con pipa", 1968.

La fase cubista di Picasso durò circa 10 anni e cioè fino al 1917, quando vi fu una totale inver- sione di tendenza del suo stile, in quanto abban- donò la sperimentazione per passare ad una pit- tura più tradizionale. Il suo ritorno all'arte figura-tività classica precedette di alcuni anni un simile fenomeno che si diffuse in tutta Europa, dopo la metà del 1920, segnando così la fine di tutti i mo-vimenti e le correnti di sperimentazione di forme innovative sia nell'ambito pittorico, che letterario e musicale, cioè artistico in genere.

 

Salvador Dalì (1904-1989)pittore del surreale e del mondo onirico, nato a Figueras (Spagna)  nel 1904, ap- pena adolescente espose alcuni dipinti presso il teatro municipale della sua cittadina, riscuotendo un significa- tivo apprezzamento dalla critica. Nel 1921 si iscrisse all' Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, dove fece amicizia con il regista Luis Buñuel e con il poeta Federico Garcìa Lorca. L'anno seguente soggiornò a Parigi, dove incontrò Pablo Picasso. La sua prima opera pittorica è intrisa di influenze futuriste, cubiste e soprattutto dell' opera di Giorgio De Chirico. Negli anni seguenti il suo sodalizio artistico e intellettuale con Garcia Lorca e Luis Buñuel produsse alcuni lavori sce-nografici teatrali e cinematografici, come i 2 celebri film "Un chien andalou" e "L'âge d'or".

Nell'opera pittorica sottostante, "autoritratto" del 1921, o-pera giovanile, se si considera che aveva appena 17 an-ni, comincia a delinearsi quella miscela proporzionata ed equilibrata di genialità e delirio, che caratterizza tutta la sua opera.  

Salvador Dali: Autoritratto, 1921 Fondazione salvador dali, Figueras, Spagna.
Salvador Dali: Autoritratto, 1921 Fondazione salvador dali, Figueras, Spagna.

Lucian Freud, pittore tedesco naturalizzato inglese, ni- pote del famoso  psicoanalista austriaco Sigmund Freud, nacque nel 1922 a Berlino (Germania) e morì a Londra nel 2011E' ritenuto uno dei più grandi ritrattisti figurativi della seconda seconda metà del secolo scorso. I volti dei suoi personaggi sono ritratti con un realismo neo-espressionista. Nelle sue tele ritraeva, con un'attenzione quasi maniacale, i corpi nudi delle sue tan- te modelle. Riguardo alle rappresentazioni sul fumo, di- pinse "L'uomo in Fumo", in cui rappresenta un perso-naggio che fuma la pipa.

Nel ritratto del 1950 dal titolo"Ragazzo che fu- ma", Lucian Freud raffigura un giovane che fuma una sigaretta.

Lucian Freud: Ragazzo che fuma, 1950-1951.
Lucian Freud: Ragazzo che fuma, 1950-1951.

Un altro esempio è l'uomo che fuma del 1987. Nell'opera è raffigurato un vecchio signore che fu- ma la pipa.  

Lucian Freud: Ritratto di uomo che fuma, 1987, collezione privata.
Lucian Freud: Ritratto di uomo che fuma, 1987, collezione privata.

Fernando Botero Angulo, nato a  Medellín nel 1932, è un noto pittore e scultore colombiano. A 16 anni già di- segna le illustrazioni per i supplementi del giornale più importante della sua città natale, "El Colombiano". Nel 1948 espose per la prima volta a Medellín e nel 1951 la prima "personale" a Bogotá. Secondo Botero l'arte deve dare all'uomo momenti di felicità, deve essere un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Caratteristica della sua pittura è l'insolita rotondità dei su-oi personaggi,che acquistano forme insolite, quasi irreali.

Poichè le rappresentazioni pittoriche sul fumo di tabacco sono presenti in ogni corrente pittorica  dall’Impressio- nismo fino ai giorni nostri, anche Botero ha ritratto sia soggetti maschili che femminili nell' atto di fumare. Alcuni esempi di opere che ritraggono fumatori di sesso fem- minile sono "La Colombiana" e "La Spagnola". L'opera "La Spagnola", sotto rappresentata, fu eseguita nel 1986 e mostra una giovane donna che fuma una sigaretta.

Fernando Botero: La spagnola, 1986.
Fernando Botero: La spagnola, 1986.

Un altro esempio di opera pittorica sul tema fumo tabacco, eseguito da Botero, è "L'uomo che fuma" del 1999.

Ferdinando Botero "L'uomo che fuma" del 1999.
Ferdinando Botero "L'uomo che fuma" del 1999.

Aldo Renato Guttuso (Bagheria 1911-Roma 1987), pit- tore italiano; è stato un protagonista della pittura neorea- lista italiana. Con un tratto deciso e con un forte cromati- smo descrisse personaggi segnati dalla fatica, ma che esprimevano una orgogliosa dignità.

Il motivo del fumo  di sigaretta ha accompagnato tutta la vita artistica di Renato Guttuso; a proposito sono assai noti gli autoritratti e la serie dei fumatori. L’atto di fuma- re, che Guttuso dipinge con colori accesi e forti, sembra che rappresenti per Lui una valvola di sfogo per con- trastare tutto lo stress della vita quotidiana.

Autoritratto, 1975, olio su tela di Renato Guttuso (1911-1887).
Autoritratto, 1975, olio su tela di Renato Guttuso (1911-1887).

 

Alejandro Pereyra, nato a San Isidro, Buenos Aires nel 1970, ha sviluppato negli ultimi anni la sua passione per la tecnica del papier collé, cioè la tecnica del collage che prevede l’accostamento di pezzi di carta ricavati da quo- tidiani, periodici o manifesti pubblicitari di tutto il mondo. In sintesi è un pittore che dipinge, adottando la tecnica dei cubisti, come Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris e Mimmo Rotella, i quali utilizzavano pezzi di carta di varia provenienza e li incollavano con perizia sulla te- la. Pereira realizza i volti di personaggi noti come Marylin Monroe, Sofia Loren, Pasolini, Mastroianni, Che Gue- vara, Julio Cortázar, Totò, Massimo Troisi, Grucho Marx, unicamente mediante l'accostamento con sapiente ac- curatezza di pezzi di carta di giornale, carta da parati, etc, che venivano incollati sul disegno fatto a carboncino e/o a pastello. Nell'esempio dell'opera sottostante, realiz-zata con la tecnica del collage, viene rappresentato Grucho Marx, attore comico e scrittore statunitense, con il suo amato sigaro che utilizzava, oltre che nella vita privata, quasi come strumento di scena.

Alejandro Pereira, pittore argentino. L'opera "Groucho Marx"  è esposta presso "L'osteria dei sassi " di Matera.
Alejandro Pereira, pittore argentino. L'opera "Groucho Marx" è esposta presso "L'osteria dei sassi " di Matera.

CONCLUSIONI 

 

L’arte pittorica comincia ad interessarsi al fumo di tabac- co dopo la scoperta dell’America avvenuta nel 1492, quando iniziò, seppur tra alterne vicende, la sua inarre-stabile diffusione nella società europea. Le prime opere pittoriche che ritraggono i fumatori risalgono dunque alla fine del '500 e sono in gran parte provenienti nell’area dei Paesi Bassi come Hals, Brouwer, Teniers, Von Ostade, Jordaens, Bailly, Hendriks, Quinkhard, Van Gogh, etc. Le immagini dei fumatori risalenti a quel periodo ritraevano contadini intenti alle loro occupazioni quotidiane oppure durante le feste contadine, a volte visibilmente ubriachi. Il binomio fumo-miseria divenne il tema dominante in tutte le opere eseguite in quell'epoca. A quei tempi nei paesi di cultura cattolica l'iconografia predominante era quella religiosa e mitologica. 

Nel corso del Seicento si affermò anche l’idea che lega il fumo alla caducità ed allo scorrere del tempo,tanto che la pipa inizia ad entrare come simbologia nelle nature mor-te aventi come tema pittorico la vanitas. Una delle ope-re re più celebri legate a questo tema, è la "Vani-tas" del 1640 del pitttore Stedelijk (1612-1656); nell'opera compaiono la candela spenta, il teschio, la conchiglia, etc oltre alle lunghe pipe bianche come sim-bolo della caducità delle cose umane.

Nel XIX, XX e XXI secolo il fumo di tabacco di-viene un'abitudine assai gradita anche dagli ar-tisti. Fumare, lo si legge nel sonetto del poeta e critico francese Charles Baudelaire (1821-1867) dedicato alla pipa, "ha il potere incantatorio e fascinoso di alleviare il dolore: l’anima è come ammaliata dalla avviluppante «rete mobile e cilestrina» delle spiraliformi esalazioni del tabacco «in fiamme».

Degas, Manet, Renoir, van Gogh, Cezanne, Picas- so, Freud, Dalì, Botero, Guttuso, Pereyra ed altri, cioè i più illustri rappresentanti della pittura dei secoli XIX, XX e XXI hanno tutti rappresentato i fumatori, con pipa, con sigaro e infine con la siga-retta.

 

Lungi dal credere di essere stato esaustivo, per u- na più approfondita conoscenza sull'argomento ri- mandiamo alla consultazione di pubblicazioni co- me ad esempio il testo "TABACCO E FUMO NEL- LA PITTURA" di Luigi SALERNO.

Fortunatamente la legislazione Europea e Italiana, riguardo al fumo di tabacco, han- no emanato leggi assai importanti che ri- guardano vari temi.

 

Riguardo alle case automobilistiche, esse sono state costrette ad evitare le scritte sulle vetture delle marche delle aziende leader nella produzione di tabacco.

Mentre con riferimento al cosiddetto product placement nei film, il Consiglio di Stato si è pronunciato più volte per sanzionarne la diffusione, riguardo alle competizioni sportive è dovuto intervenire il parlamento europeo, il quale ha finalmente vietato, a partire dal 31 luglio 2005, le sponsorizzazioni di manifestazioni pubbliche, gare sportive, concerti a diffusione internazionale (direttiva 2003/33/CE). Questa normativa ha consentito,a partire dal 2005, di impedire l’uso del marchio di prodotti del ta- bacco durante i Gran Premi di Formula 1 d’Italia e di San Marino e i Moto GP.

Anche nel cinema le cose sono cambiate. Da qualche anno Hollywood ha messo al bando il fumo di tabacco. In pratica i dati del Centers for disease control and pre- vention riguardo al periodo che va dal 2005 al 2010 han- no mostrato un fortissimo calo delle scene in cui si fuma e non solo nei film per famiglie; la presenza del fumo si è ridotta del 72% Addirittura 3 case cinematografiche e cioè la Time Warner, la Comcast e la Disney le hanno ridotte del 96%.

È di grande valore divulgativo, il testamento del grande attore americano Yul Brynner, lasciato al mondo intero dopo la sua morte avvenuta nel 1985. Solo pochi giorni dopo il suo decesso, fu divulgato un personale annuncio televisivo effettuato in USA e poi riprodotto anche in molti altri paesi del mondo, come un messaggio dall'oltre- tomba in esso Egli guardando direttamente nella fotoca- mera per 30 secondi, affermava: “Ora che non ci sono più, ti dico: Non fumare, fai ciò che vuoi, solo non fumare”.

Prima di abbandonare per sempre il suo pubblico,Yul Brynner, che fumava 80 sigarette al giorno, registrò una violenta invettiva contro il   fumo, causa del suo cancro,che andò  in onda per sua volontà postumo, come spot contro le compagnie di tabacco.
Prima di abbandonare per sempre il suo pubblico,Yul Brynner, che fumava 80 sigarette al giorno, registrò una violenta invettiva contro il fumo, causa del suo cancro,che andò in onda per sua volontà postumo, come spot contro le compagnie di tabacco.

 

Legislazione Italiana riguardo al fumo

 

di tabacco:

Prima di abbandonare per sempre il suo pubblico,Yul Brynner, che fumava 80 sigarette al giorno, registrò una violenta invettiva contro il fumo, causa del suo cancro,che andò in onda per sua volontà postumo, come spot contro le compagnie di tabacco.

 

Riguardo alla pubblicità:

-Legge n. 165 del 1962 - Divieto della propaganda pubblici- taria dei prodotti da fumo.

-Legge n. 52 del 22 febbraio 1983 - Aggiornamento delle san- zioni.

-D.M. n. 425/1991 - Divieto di pubblicità televisiva, diretta e indiretta.

-Decreto Lgs n. 581/1993 - Divieto di sponsorizzazione di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico.

-Decreto Lgs. n. 300/2004 - Regolamentazione pubblicità e sponsorizzazione a carattere transfontaliero.

 

Riguardo al fumo passivo:

-Legge n. 584 del 1975 - Divieto di fumare in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico.

-Decreto Lgs n. 626/1994 - Limitazione dell’ esposizione del lavoratore.

-Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14/12/1995 - Divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori di servizi pubblici.

-Legge n. 3 del 2003 - Divieto di fumo a tutti i locali chiusi, ad eccezione dei locali riservati ai fumatori e degli ambiti stret- tamente privati.

-Decreto legge n. 104 del 2013 - Estensione del divieto di fumo all’ esterno delle scuole, purché di pertinenza delle stesse.

Riguardo alla composizione e etichettatura:

-Legge n. 428 del 1990 - Disposizioni tecniche per l’etichetta-tura.

-Legge n. 142 del 1992 - Disposizioni sul limite di contenuto in catrame delle sigarette.

-D.Lgs.n.184 del 2003-Nuove norme su etichettature e com- posizione sui prodotti del tabacco.

Riguardo alla vendita ai minori:

-Regio Decreto 2136 del 1934 - Divieto di vendita e sommi- nistrazione di tabacco ai minori di 16 anni.

-Decreto legge n. 158 del 2012 - Divieto di vendita dei prodotti del tabacco innalzato da 16 a 18 anni.

-decreto legge del 2 febbraio 2016, l’articolo 51 della legge numero 3 del 16 gennaio 2003 è stato modificato e non solo istituisce il divieto di fumare  nei luoghi pubblici chiusi, ma lo estende anche agli autoveicoli in sosta o in movimento quando si è in presenza di minorenni o di donne in stato di gravidanza.

Il divieto, che invece non si applica ai ciclomotori e ai moto-veicoli anche se con carrozzeria chiusa, prevede una san-zione pecuniaria che di norma è compresa tra 27,50 euro e 275 euro. Il valore della multa raddoppia nel caso in cui il mi-norenne a bordo abbia meno di 12 anni o se la donna è in “evidente stato di gravidanza”.

 

Riguardo alle sigarette elettroniche:

-Circolare del Ministero della Salute del 9 marzo 2010 sulle sigarette elettroniche.

 

Etichettatura delle sigarette elettroniche:

-Ordinanza del Ministero della Salute del 4 agosto 2011- Divieto di vendita di sigarette elettroniche contenenti nicotina ai minori di 16 anni.

-Ordinanza del Ministero della Salute del 2 aprile 2013- Divieto di vendita delle sigarette elettroniche con presenza di nicotina innalzato da 16 a 18 anni.

-Decreto legge n. 76 del 2013 - Le sigarette elettroniche sono equiparate ai prodotti del tabacco rispetto a tassazione, pubblicità, vendita nelle tabaccherie, tutela della salute dei non fumatori.

-Decreto legge n. 104 del 2013 - Divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali chiusi delle scuole ma è consentita la pubblicità con dei limiti al fine di tutelare i minorenni.

-Legge n. 128 del 2013 – Cancellazione del divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici. Il divieto rimane nelle scuole, comprendo le aree all’aperto di pertinenza degli istituti. 

 

Accendersi una sigaretta sul posto di lavoro potrebbe legittimarne il licenziamento, specie se mettono a repen-taglio la salute dei colleghi. E' quanto è stato evidenziato dalla sentenza numero 23862/2016 del 23 novembre 2016, con la quale la Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che si era opposto alla sentenza con la quale la Corte d' Appello di Ancona aveva confermato la legittimità del licenziamento disciplinare che gli era stato notificato per aver fumato in un ambiente di lavoro nel quale erano presenti materiali infiammabili.

 

 

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Come è arrivato il tabacco in Europa

 

E' ormai a tutti noto che, a scoprire e portare in Europa il tabacco, siano stati Cristoforo Colombo* e i suoi marinai. Ma probabilmente anche prima di Colombo era praticata l'abitudine al fumo, anche se non si sa cosa fumassero. 

Cristoforo Colombo ritratto del pittore Se-bastiano del Piombo (1485-1547), museo Me-tropolitan di NY.
Cristoforo Colombo ritratto del pittore Se-bastiano del Piombo (1485-1547), museo Me-tropolitan di NY.

Negli affreschi dell' antica Pompei sono raffigurati sog-getti che fumano; inoltre sono state ritrovate rappresen-tazioni grafiche di pipe di varia foggia, in alcuni scavi fatti in Europa e in Asia.

 

Il Re di Spagna Ferdinando V e la regina Isabella sponsorizzarono l'impresa di Cristoforo Colombo.

 

Per preparare il viaggio attraverso l'Atlantico, Cristoforo  Colombo si avvalse del sostegno economico del Re di Spagna Ferdinando V e della regina Isabella, i quali  fu- rono i soli regnanti europei ad accettare di finanziare la sua spedizione.La fiducia che Colombo seppe ispirare in particolare nella regina, premiò la sua ostinazione. Firmato il contratto, Colombo raggiunse Palos de la Frontera in Spagna, dove fu messo in contatto con un marittimo esperto Martín Alonso Pinzón; a lui Colombo affidò l'incarico di arruolare gli equipaggi delle 3 ca- ravelle. Al comando della nave ammiraglia la "Santa Maria" di 150-200 tonnellate di stazza e con 39 uomini di equipaggio, si pose Cristoforo Colombo in persona, al comando della caravella, la "Pinta" si pose Martín Alonso Pinzón, mentre ad un suo fratello, Vicente Yáñez Pinzón venne affidato il comando della "Niňa".

Poco prima dell'alba di venerdì 3 agosto del 1492, Colombo ordinò ai suoi uomini di salpare. Le 3 navi trasportavano circa 90 uomini e nessun soldato. Ogni imbarcazione,aveva a bordo un me-dico-chirurgo.

La flotta si diresse verso le Canarie e dopo una sosta di quasi un mese alle Canarie, sotto la spinta dei venti alisei partì verso il mare ignoto ad occidente. Dai docu- menti di viaggio, sembra che i marinai, durante la navigazione, si lamentassero delle precarie condi- zioni igieniche. Il cibo comprendeva: 3 mestoli di vino rosso al mattino e 3 alla sera, cioè oltre un litro al giorno; gallette, in razione doppia la do- menica; martedì, giovedì e domenica si mangiava carne essiccata; lunedì, mercoledì, venerdì e sa- bato zuppa calda di ceci, fave, lenticchie, con olio, aceto, cipolle e molto aglio in funzione antiscor- buto; per cena formaggio, lardo, pesce salato, con rucola, senape e aglio; domenica venivano serviti uva passa, mandorle, fichi secchi e miele. 

Una replica della Santa María, nei pressi di Palos de la Frontera (Spagna); la Santa Ma- ria  era la più grande delle 3 navi utilizzate da Colombo nel suo primo viaggio attraverso l' Atlantico.
Una replica della Santa María, nei pressi di Palos de la Frontera (Spagna); la Santa Ma- ria era la più grande delle 3 navi utilizzate da Colombo nel suo primo viaggio attraverso l' Atlantico.

Dopo 79 giorni di navigazione e cioè il 12 otto- bre 1492 Cristoforo Colombo e suoi i marinai ap- prodarono nella piccola isola di San Salvador nelle Bahamas, nome imposto da Cristoforo Co- lombo e che i nativi chiamavano col nome di Guanahani. 

La rotta di Cristoforo Colombo: andata e ritorno.
La rotta di Cristoforo Colombo: andata e ritorno.

L'isola di San Salvador fu la prima terra ameri- cana ad essere toccata dalla spedizione di Co-lombo. Essa in linea d'aria dista dalla Florida, cioè dalle coste del Nord America,circa 320 miglia e circa 3.500 miglia dal luogo di partenza (Palos de la Frontera).

San Salvador nelle Bahamas.   Una croce bianca a ricordo dello sbarco di Cristoforo Co- lombo è stata eretta il giorno di Natale del 1956.
San Salvador nelle Bahamas. Una croce bianca a ricordo dello sbarco di Cristoforo Co- lombo è stata eretta il giorno di Natale del 1956.

A San Salvador per ricordare il punto,dove avven- ne lo sbarco di Cristoforo Colombo,nel 1956 è sta-ta eretta una croce bianca.

 Dióscoro Puebla, 1862.
Dióscoro Puebla, 1862.

Approdati sull' isola Colombo e la sua ciurma furono accolti con gentilezza dai nativi dell' isola. Nella sua relazione, sottolinea lo spirito pacifico dei suoi ospiti:"Gli abitanti mancano di armi, che sono a loro quasi ignote, né a queste son adatti, non per la deformità del corpo, essendo anzi molto ben formati, ma perché timidi e pau- rosi. Del resto, quando si vedono sicuri, de- posto ogni timore, sono molto semplici, di buona fede e generosi riguardo a tutto quel- lo che posseggono".

Gli indigeni offrirono a Cristoforo Colombo  le foglie secche di tabacco che emanavano u-na particolare fragranza.
Gli indigeni offrirono a Cristoforo Colombo le foglie secche di tabacco che emanavano u-na particolare fragranza.

Gli indigeni come omaggio offrirono a Cristoforo Colombo e ai suoi marinai, le foglie secche di tabacco che ema- navano un particolare aroma. Colombo osservò inoltre che gli indios sia maschi, che femmine  tenevano in mano una specie di involucro acceso ad una e-stremità, fatto di foglie di palma o di mais, dopo aver messo all'interno del tabacco e aspiravano il fumo dall’ estremità opposta.

Il tabacco era la pianta magica dei rituali sciamanici.
Il tabacco era la pianta magica dei rituali sciamanici.

Dalle popolazioni native, il tabacco era inizialmente fu-mato in pipe tagliate in una pietra speciale. 

Uno dei marinai, Rodrigo de Jerez prese l'abitudine a fumare il tabacco e tornato in Europa introdusse quest'usanza nella sua città natale Ayamonte in Spagna. Quando fumava, il fumo che lo circonda-va, spaventava gli astanti per cui l'inquisizione spa-gnola, ritenendo questa abitudine "peccaminosa e infer-nale",mise in prigione il marinaio per 7 anni, ma cionono- stante l'abitudine al fumo ormai aveva preso la strada del non ritorno. 

 

Rientro in Europa

 

Il 16 gennaio 1493 Colombo decise di ritornare in Europa; intanto la Santa Maria essendosi inca- gliata tra gli scogli non potè essere recuperata, per cui si dovette abbandonare il relitto. Per que- sto motivo fu costretto a lasciare a terra 39 uomini dell'equipaggio e  con i resti della "Santa Maria", fece costruire un forte,che fu chiamato "a Navidad" (Il Natale). Salì al comando della cara-vella "La Niña"e prese il largo  portando con sè 6 indios, alcuni animali esotici ed oggetti preziosi con l'intento di omaggiare i regnanti di Spagna. Mentre erano in navigazione verso l'Europa avvi-starono "La Pinta" al cui comando vi era Martin Alonzo Pinzón, il quale disse che aveva perso l'o-rientamento e che non aveva avuto nessuna in-tenzione di separarsi dalla flotta. In realtà Pinzón, avendo saputo dagli indigeni dell'esistenza di im-mense ricchezze nell'isola di Babeque, dopo alcu-ni tentativi fatti insieme a Colombo per trovare quest' isola, aveva deciso di proseguire le ricerche da solo e senza autorizzazione. Comunque ricom-posta la flottiglia, la navigazione fino al 12 feb-braio procedette tranquilla, quando furono inve-stiti da una terribile tempesta che durò 3 giorni; la tempesta lo costrinse ad attraccare alle Azzor-re, sull'isola di Santa Maria, che lasciò  il 24 feb-braio arrivando a Restelo, nei pressi di Lisbona il 4 marzo del 1493, dove fu accolto comunque con grandi onori.

"Cristoforo Colombo ricevuto dai Reali di Spagna"
"Cristoforo Colombo ricevuto dai Reali di Spagna"

Cristoforo Colombo era convinto di essere arrivato in Asia. Sembra assodato che Egli, fino alla morte, fosse convinto che l'arcipelago da lui raggiunto e parzialmente esplorato ed anche le coste del Centro e Sud America, costituissero la periferia di un grandissimo gruppo di iso-le seguendo le quali avrebbe raggiunto la Cina setten-trionale.

Le terre scoperte da Colombo non erano le Indie, ma un nuovo Continente che prese il nome da Amerigo Vespucci.
Le terre scoperte da Colombo non erano le Indie, ma un nuovo Continente che prese il nome da Amerigo Vespucci.

In seguito dal nuovo continente iniziarono ad arrivare metalli preziosi e alcuni ali-menti fino ad allora sconosciuti in Europa come: 

.mais

.cacao

.pomodori

.patate

.tabacco.

  

*Cristofoforo Colombo nato a Genova nel 1451, dece-duto a Valladolid (Spagna) nel 1506. Era il primogenito di 4 figli, 3 maschi e 1 femmina, di Domenico Colombo e di e Susanna Fontanarossa, prima gestori di una piccola azienda tessile e poi, in seguito al trasferimento da Ge-nova a Savona, di un'osteria.

Dopo aver accumulato una lunga esperienza navigando a lungo sia al Nord sia nei mari del Sud Atlantico, nel 1484 Colombo riuscì a presentare al re del Portogallo Joao II un progetto assai ardito: rag-giungere le Indie, paese ricco di spezie, navigan-do verso Occidente. Anche se il progetto fosse ac-compagnato da una dettagliata descrizione delle rotta che intendeva seguire, i consiglieri del Re si op-posero, dichiarando che Colombo aveva sbagliato le distanze per difetto.

Sempre ossessionato dal suo sogno, Colombo lasciò il Portogallo e raggiunse la Spagna per chiedere  la spon-sorizzazione di Ferdinando e Isabella di Spagna.

Presentò loro il suo progetto; la risposta  arrivò nel 1490, ma ancora una volta fu una delusione per Colombo, in quanto i consiglieri dei regnanti dichiararono che il piano era inattuabile.

La Spagna in quel momento aveva appena terminato la riconquista del proprio territorio, per cui c’erano numero-si giovani nobili che reclamavano l’assegnazione di nuo-ve terre per i servizi resi alla corona nella guerra contro i Mori (il 2 gennaio 1492 Ferdinando e Isabella e-spulsero dalla Penisola Iberica l'ultimo dei gover-nanti moreschi, Boabdil di Granada, unendo gran parte di quella che è la Spagna odierna sotto il loro potere. Questa occasione giocò un ruolo favore-vole per Colombo. Infatti verso la fine del 1491 Colombo ritornò a corte, spiegando ancora una volta il suo progetto; fu nominata una nuova commissione, che, sotto l'influenza di Luis da Santagel, questa volta diede parere favorevole all'impresa delle Indie. Il 17 aprile 1492, dopo 8 anni di logorante attesa, i Sovrani firmarono un documento, con il quale acconsentivano a tutte le richieste di Colombo. All'inizio di agosto 1492, la spedizione era pronta a salpare. Sul Rio Tinto, nel piccolo porto di Palos nella Spagna sud-occiden-tale, era ancorata per la partenza la più famosa flotta che avesse mai attraversato l'Oceano:

.la Santa Maria, la nave ammiraglia di Colombo, no-leggiata da Juan de las Casas che rimase a bordo della stessa come ufficiale (30 metri,150-200 tonnelate),

la Pinta di 60 tonnellate a vele quadre, al comando di Martin Alonso Pinzon,

la Nina di 55 tonnellate a vele latine al comando di Vicente Yanez  Pinzon, fratello di Martin Alonso.

Un esperto navigatore fiorentino Amerigo Vespuc-ci (1454-1512) tra 1499 e 1502 compì un viaggio lungo le coste dell'America meridionale e si con-vinse del fatto che Cristoforo Colombo fosse ap-prodato in un nuovo continente, fino ad allora an-cora sconosciuto.

Statua di Amerigo Vespucci. opera di Gaetano Grazzini (1785-1858),  Uffizi Firenze.
Statua di Amerigo Vespucci. opera di Gaetano Grazzini (1785-1858), Uffizi Firenze.

Il suo grande merito, per il quale viene diffusamente ri-cordato è la consapevolezza, fondata su precisi calcoli geografici, che quella terra non fosse l'Asia, ma un conti-nente nuovo e sconosciuto. Il testo in cui Vespucci scris-se queste conclusioni, Mondus Novus, risale al 1502 e si diffuse in tutta Europa. A tali terre il cartografo tedesco Martin Waldseemüller (1470-1521/1522)nella sua pri-ma mappa del 1507, a queste terre diede  per primo il nome America, ispirandosi al nome latino dello sco-pritore, Americus: “from Amerigo the discoverer…as if it were the land of Americus or America”.  

 

COME SI E' DIFFUSA LA COLTIVAZIONE DEL TA- BACCO

 

Dopo le prime coltivazioni di tabacco effettuate in Europa, in particolare in Spagna e in Portogallo, la sua coltivazione si diffuse in tutto il mondo ad opera in particolare di alcuni missionari spagnoli e portoghesi; essi all'inizio definivano il tabacco "Erba santa" e gli attribuivano proprietà magiche e medicamento-se. Uno dei marinai di Colombo, Rodrigo de Jerez tornato in Europa prese l'abitudine a fumare il tabacco e introdusse quest' usanza nella sua città natale Ayamonte in Spagna. Ma quando fumava, il fumo che lo circondava, spaventava gli astanti per cui l'inquisizione spagnola, ritenendo questa abitudine "peccaminosa e infernale", mise in prigione il marinaio per 7 anni, ma ciononostante l'abitudine al fumo ormai aveva preso la strada del non ritorno. 

Jean Nicot,Signore di  Villemain (1530- 1600), diplomatico e accademico francese. Oltre che per aver dato il nome alla nicoti- na, è famoso anche per il suo "DIZIONA- RIO FRANCESE MODERNO ".
Jean Nicot,Signore di Villemain (1530- 1600), diplomatico e accademico francese. Oltre che per aver dato il nome alla nicoti- na, è famoso anche per il suo "DIZIONA- RIO FRANCESE MODERNO ".

In Francia Jean Nicot, am- basciatore francese in Por- togallo, portò nel 1560 il tabacco a Caterina de Me- dici, sposa di Enrico II di Francia, per curarle una o- stinata cefalea di cui sof- friva da tempo. Proprio in onore di Nicot, il botanico J. Dalechamps, nella sua Historia plantarum (1586) chiamò il tabacco herba Nicotiana e Carlo Linneo gli diede il nome scientifico di Nicotian tabacum. Jean Nicot, non solo è ricordato per la nicotina, ma in qua- lità di accademico di Fran- cia, è divenuto famoso  per avere scritto il "Dizionario Francese Moderno". 

In Italia il cardinale Tornabuoni fu il primo a intro- durre la  coltivazione del tabacco, che veniva defi- nita "Erba di Tornabuoni" o "Erba di Santa Croce".

Fuori dall'Europa i missionari spagnoli e portoghe- si esportarono la coltivazione del tabacco prima nelle Filippine e nel Giappone e poi in Cina.

Piante di tabacco mature.
Piante di tabacco mature.

Nel Nord Europa l' introduzione del tabacco ebbe un' altra storia. Fu Sir Walter Raleighn (1552-1618), navi-gatore, corsaro e poeta inglese, favorito della regina Eli-sabetta I, che nel 1585 scoprì la Virginia, battezzandola così in onore di Elisabetta, la regina vergine. A lui è stato attribuito il merito di aver portato nei paesi del Nord Eu-ropa le prime piante di tabacco e di patata. Da quel mo-mento in Inghilterra si sviluppò una enorme produzione di tabacco da fumo.

 

Percezione della pericolosità del fumo.

Ben presto venne percepita la pericolosità del fumo di tabacco per la salute umana, al punto che, alcuni espo- nenti della Chiesa, per scoraggiarne l' uso, applicarono addirittura la scomunica per i fumatori. Infatti il papa Ur-bano VIII nel 1630 applicò la scomunica per i fumatori ed in particolare  fu vietato l' uso di tabacco ai rappresen-tanti del clero. Uno dei primi avversatori del tabacco fu il re d'Inghilterra Giacomo I (1566-1625) che denunciò questa "deplorevole abitudine, disgustosa per gli occhi, sgradevole per il naso, pericolosa per il cer- vello, disastrosa per i polmoni". A lui si deve il pri- mo decreto proibizionista contro il fumo di tabacco che però aveva anche motivazioni economiche, visto che gli importatori erano spagnoli. Fu varata quindi la prima tassa sul tabacco, che essendo assai onerosa, fece pro-sperare un florido mercato clandestino e di coltivatori abusivi. Per questo motivo il governo fu costretto ad ab-bassare la tassa che in pratica nessuno pagava, per fare sì che i coltivatori uscissero dalla clandestinità ed evitas-sero l' evasione fiscale.

Anche se in diversi Stati compreso quello Papale, l'a-bitudine al fumo di tabacco fu combattuta da leggi e da editti restrittivi, ciononostante la diffusione del fumo di tabacco era ormai inarrestabile. In particolare, dopo la prima guerra mondiale, il fumo di tabacco si diffuse o- vunque in modo esponenziale e, dopo la seconda guerra mondiale, l'abitudine al fumo si estese anche alle don-ne. Agli inizi della seconda metà del secolo scorso il fumo di tabacco  raggiunse la sua massima diffusione con un mercato assai fiorente che offriva centinaia di tipi di sigarette, dalle ligth alle strong, vari tipi di sigari dai cubani ai toscani, vari tipi di tabacchi per pipa (inglesi e olandesi), di pipe di varia foggia, a cui si aggiungevano accessori assai ricercati come bocchini in avorio, portasigarette in argento, accendini in metalli preziosi (Cartier o Danhill).

Collezione di pipe di varia foggia.
Collezione di pipe di varia foggia.
Tabacco per pipa.
Tabacco per pipa.

Nonostante il fumo di tabacco da pipa non si a-spiri,esso è nocivo alla salute quanto il fumo di si-garetta.Alcuni ricercatori quali Aage Tverdal e Kjell Bjartveit (da Giulia Apra in Curiosità, Tabac-co  6 febbraio 2017) hanno condotto uno studio su 17.000 fumatori di età compresa tra 20 e 50 anni. Nel corso di quasi 25 anni di follow-up sono giunti alla conclusione che la mortalità dei fuma-tori di pipa è il doppio di quella dei non fumatori, e cioè come se fossero fumatori di sigarette. Questo perchè nonostante il fumo di pipa non si aspiri, la nicotina assorbita è proporzionale alla quantità di ta-bacco fumato, ma inoltre il quantitativo di catrame è as-sai più alto (54 mg). Inoltre la pipa, a parità di condizioni, contiene un quantitativo maggiore anche di altre com-ponenti quali ossido nitrico, monossido di carbonio e ni-trosammine, rispetto alla classica sigaretta.

Esposizione di sigari in un museo Norvegese. Foto Gennarino Borrello.
Esposizione di sigari in un museo Norvegese. Foto Gennarino Borrello.

Anche se in diversi Stati compreso quello Papale, l' a-bitudine al fumo di tabacco fu combattuta da leggi e da editti restrittivi, ciononostante la diffusione del fumo di ta-bacco era ormai inarrestabile. In particolare, dopo la pri-ma guerra mondiale, il fumo di tabacco si diffuse ovun-que in modo esponenziale e, dopo la seconda guerra mondiale, l'abitudine al fumo si estese anche alle donne. Dopo questa ampia diffusione del fumo di tabacco, co-minciò a delinearsi una certa relazione tra fumo di ta-bacco ed alcune patologie. Già all'inizio del '900 vi erano state alcune segnalazioni che l'arteriopatia obliterante degli arti inferiori (Morbo di Burger), colpiva in particolare i soggetti di sesso maschile perché fumatori. Ma soltanto negli anni '60, fu dimostrata la pericolosità del fumo di tabacco e in particolare il merito spetta all'americano dot-tor Luther Terry, il quale presentò un dettagliato Rappor-to sull' argomento.

 

Rapporto Luther Terry.

 

Luther Terry, nel 1962, in qualità di Surgeon General of the Public Health Service, designato dal Presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy, dopo anni di ricerche cli-niche, comunicò al Royal College of Physician che il fumo induceva cancro e broncopmeumopatie e nel 1964 fu presentato il suo famoso Rapporto.

Luther Terry (1911–1985) dirigente medico del Ministero della Salute Americana, dopo anni di ricerche cliniche, comunicò al Royal College of Physician,  che il fumo induceva cancro e broncopmeumopatie (1962).
Luther Terry (1911–1985) dirigente medico del Ministero della Salute Americana, dopo anni di ricerche cliniche, comunicò al Royal College of Physician, che il fumo induceva cancro e broncopmeumopatie (1962).

Dopo la presentazione del Rapporto Terry del 1964, tutte le comunità cominciarono a rendersi conto della pericolo-sità del fumo di tabacco per la   salute umana e  dichiara-rono guerra al fumo. Dal 1965 la Federal Trade Commis-sion ha stabilito l'obbligo di segnalare, su ogni pacchetto di sigarette, la pericolosità del fumo di tabacco.

BMJ PUBISHING GROUP, 1992, vol 1, n 1
BMJ PUBISHING GROUP, 1992, vol 1, n 1

In particolare nei confronti del fumo di sigarette,  mu- tarono gli atteggiamenti sia dei Media, che  dei Gover- nanti i quali si resero conto dell'incremento delle pato- logie riconducibili al consu- mo del tabacco; patologie che avevano un forte costo sociale ed economico. Per favorire la dissuasione dal fumo utilizzarono numerosi mezzi, come ad esempio l' emissione di  francobolli (vedi figura tratta da un la- voro pubblicato sulla pre-  stiggiosa rivista scientifica British Medical Journal del 1992).

Anche le multinazionali del tabacco, dopo le condanne giudiziarie, che hanno riconosciuto il nesso di causalità tra il fumo e il danno subito dai ricorrenti, ora promuovo-no campagne di informazione e di documentazione circa gli effetti negativi indotti dal fumo di sigarette.

Avvisi delle case produtrici di tabacco sui pacchetti di sigarette.
Avvisi delle case produtrici di tabacco sui pacchetti di sigarette.

 

Le sostanze nocive del fumo derivano non solo dal tabacco, ma anche dall'inalazione delle sostanze pro- dotte dalla combustione del tabacco e della carta da si- garetta; esse comprendono principalmente:

 

1.la nicotina*, è un alcaloide che si concentra in particolare nelle foglie della pianta del tabacco, di cui costituisce circa lo 0,3-5% del peso secco (la Nicotiana Tabacum è una pianta annuale origi- naria dell'America Centrale).

La nicotina è un alcaloide. Formula chimica: 3- 2- N-metil-pirolidinil piridina.
La nicotina è un alcaloide. Formula chimica: 3- 2- N-metil-pirolidinil piridina.

La biosintesi della nicotina avviene nelle radici della pianta, ma viene accumulata nelle foglie. Allo stato puro è una sostanza liquida, incolore, che all'aria imbrunisce; essa in parte è causa del caratteristico odore del tabacco.

La nicotina è particolarmente concentrata nelle foglie,di cui costituisce lo 0,3-5% del pe-so secco.
La nicotina è particolarmente concentrata nelle foglie,di cui costituisce lo 0,3-5% del pe-so secco.

La nicotina oltre ad essere presente nella pianta del tabacco è anche presente, sia pure in quantità assai mi- nori, in altre solanacee, come pomodori, patate, melan-zane e peperoni. Il suo nome deriva da quello dell'amba-sciatore francese Jean Nicot, mentre il termine taba- cum si riferisce alla pipa usata dagli Indiani del Nord America per fumare le foglie. La concentrazione di nico-tina nel tabacco cambia in base alla varietà, alle tecniche colturali e all'andamento stagionale. In una normale siga-retta se ne trovano quantità variabili tra 1 e 2 mg. Gli ef-fetti della nicotina sono complessi e sono legati alle quantità assunte e si estendono a diversi organi ed ap-parati. Nel 1851, il chimico belga Jean Stas è stato il pri-mo a dimostrare l'uso del tabacco come veleno. La nicotina è in effetti un veleno assai potente,al punto tale che,se la quantità contenuta in 2 o 3 sigarette, venisse iniettata per via endovenosa in un uomo, se ne provo-cherebbe la morte. Per la sua tossicità la nicotina è in-clusa nella formulazione di alcuni insetticidi usati in a-gricoltura. Alcune ricerche hanno provato che la ridu-zione del numero delle api, le quali sono responsabili dell' 80% delle impollinazioni, è da mettersi in conto al diffuso impiego di "insetticidi nicotinoidi"**.

A proposito dell'azione venefica della nicotina, si dice che il conte belga Hippolyte Visart de Bocarmé, al fine di acquisirne i suoi beni, avvelenò il fratellastro con un e- stratto di foglie di tabacco.

 

La nicotina è una sostanza considerata stupefacente, in quanto provoca assuefazione nell'uomo.

 

2. il monossido di carbonio e alcuni idrocarburi po- liciclici aromaticiprovenienti dalla combustione sia del-

la carta che del tabacco; 
3.  alcune sostanze irritanti (acetaldeide, acroleina);  
4.  alcune sostanze ossidanti.

Quando si fuma una sigaretta, la nicotina viene eliminata in gran parte nell'aria espirata e solo una esigua quantità, arrivata ai polmoni,viene as-sorbita: per ogni sigaretta fumata, viene assor-bita da 1\15 a 1\20 circa della quantità di nicotina presente nel fumo inspirato (1-2 mg).

In Italia dopo la seconda metà degli anni '60 le sigarette cominciarono ad essere dotate di filtro e attualmente le sigarette con filtro che sono in vendita, si avvicinano al 100%.
In Italia dopo la seconda metà degli anni '60 le sigarette cominciarono ad essere dotate di filtro e attualmente le sigarette con filtro che sono in vendita, si avvicinano al 100%.

La sigaretta è il mezzo più immediato per ottenere a pieno gli effetti della nicotina, dal momento che essa vie-ne prontamente assorbita attraverso la mucosa del tratto gastrointestinale e respiratorio. Da qui, passa nel sangue e nel giro di pochi secondi raggiunge il cervello, dove e-spleta la sua azione, dapprima stimolante ed euforizzan-te, poi rilassante ed ansiolitica. Per queste proprietà, la nicotina viene assunta sia per alleviare la fatica, sia per beneficiare della sua azione tranquillizzante. La nicotina viene metabolizzata abbastanza rapidamente. In sintesi, quando si fuma una sigaretta, è la nicotina che conferi-sce aroma e sapore al fumo, ma contestualmente essa è l'agente che più di ogni altro, porta il fumatore alla dipen-denza e all'assuefazione. La nicotina, alle dosi assunte con il  fumo, si lega ad alcuni recettori del sistema ner-voso, scatenando il rilascio di un trasmettitore chimico, la dopamina, che gioca l'importante ruolo di “messaggero” del piacere. A fronte di questa piacevole sensazione, il fumo è ormai diffusamente riconosciuto, come responsa-bile di numerose patologie.

Dati epidemiologici hanno messo in evidenza che il sog- getto che fuma, rispetto a un soggetto "che non fuma", ha il doppio di probabilità di avere danni all'apparato car- diovascolare (danni a livello del cuore, delle arterie cere- brali, della circolazione arteriosa periferica, etc).

 

*Il merito di aver isolato la nicotina viene attribuito a numerosi scienziati, i quali  raggiunsero in modo indipen- dente questo risultato. Il primo è stato il medico italiano Gaspare Cerioli nel 1807, seguito nel 1809 dal chimico e farmacista francese Louis Nicolas Vauquelin  e nel 1828 da due studiosi tedeschi il chimico Karl Ludwig Reimann e il medico Wilhelm Heinrich Posselt. Questi ultimi due furono i primi a dimostrarne gli effetti tossici sugli animali. Il chimico tedesco Adolf Pinner nel 1843 definì per la pri-ma volta la formula chimica della nicotina, ma la sua pri-ma sintesi risale al 1904 ad opera del chimico Amé Jules Pictet (Ginevra 1857- Ginevra 1937).

 

**Attualmente, la nicotina è un pesticida consen-tito per l’agricoltura biologica perché deriva da una fonte botanica. Il solfato di nicotina venduto per essere utilizzato come pesticida, però è eti-chettato come“PERICOLOSO”, ad indicare che è altamente tossico. Nel 2008, l’EPA ha ricevuto una richiesta di annullare la registrazione del pe-sticida nicotina dall’ultima registrazione negli Stati Uniti. La richiesta è stata concessa e dopo il 1° gennaio 2014, questo pesticida non è disponibile per la vendita. La direzione generale della Com-missione europea per la salute e la sicurezza alimentare (DG Sante) ha scelto di trascurare l' evidente risultato che il solfato di nicotina è tos-sico per le api e ha autorizzato l'uso dell' inset-ticida a luglio 2015 per altri 10 anni.

 

CON QUALI MECCANISMI IL FUMO DI TABACCO ESERCITA I SUOI EFFETTI NEGATIVI?

 

E' stato dimostrato che il fumo  induce una disfunzione del tessuto endoteliale. E' noto ormai da alcuni decenni che il tessuto endoteliale è considerato un organo che svolge una serie di azioni biologiche; in particolare eser- cita un controllo su:

  • processi emocoagulativi;
  • tono vascolare;
  • adesione e proliferazione cellulare. 
Il fumo induce disfunzione endoteliale.
Il fumo induce disfunzione endoteliale.

Normalmente il monossido di azoto (NO) prodotto dalle cellule endoteliali in parte diffonde nel compartimento ematico circolante, riducendo l'aggregabilità delle pia- strine e l' adesività dei leucociti alle pareti dei vasi san-guigni e in parte raggiunge la sottostante muscolatura li-scia vascolare, dove favorisce il rilasciamento vasale. Si comprende così perchè il fumo per la sua azione sulla disfunzione endoteliale, determina effetti proaggregan-ti, proinfiammatori, ipertensivogeni.

In sintesi il fumo rappresenta un fattore di rischio impor- tante per lo sviluppo e la progressione delle lesioni aterosclerotiche e inoltre è capace di favorire l' insorgen- za di episodi vascolari acuti, in particolare di tipo trombo-tico.

Premesso che nei pazienti reduci da un episodio ische-mico del  miocardio la terapia antiaggregante piastrinica è un presidio fondamentale per la prevenzione secon-daria. Detto questo, è stato osservato che nella popola-zione dei fumatori, che non sono affetti da malattia car-diovascolare, anche una bassa dose di aspirina è suffi-ciente ad inibire l’ aumento dell’ aggregazione piastri-nica, mentre nei pazienti fumatori con malattia cardio-vascolare, le basse dosi di aspirina non sono sufficienti, ma bisogna ricorrere o al clopidogrel o a dosi più alte di aspirina. A queste conclusioni sono giunti lo studioso LI Wei-ju ed i suoi colleghi, i quali in una review hanno valutato l'effetto dell' aspirina sull'aggregazione pia-strinica in un gruppo di soggetti fumatori con e senza malattia coronarica. Sono stati inclusi tutti gli studi ri-guardanti l' effetto del fumo di tabacco sull'attività delle piastrine e sull'efficacia antiaggregante dell'aspirina in in-dividui sani ed in pazienti con malattia coronarica, pub-blicati fino al 15 marzo 2009. Dall’analisi dei dati è stato evidenziato che il fumo di tabacco determinava un au-mento dell' aggregazione piastrinica che poteva essere inibita da aspirina a basse dosi nella popolazione sana, mentre, nei pazienti con malattia coronarica l'aggre-gazione piastrinica indotta dal fumo era maggiore tanto da rendere necessaria per inibirla o della doppia antig-gregazione (clopidogrel+aspirina) o un aumento del dosaggio dell'aspirina per inibirla. I risultati di questa re-view sottolineano l’importanza per i pazienti con malattia coronarica di smettere di fumare e sottolineano la ne-cessità, per il paziente che continua a fumare, di assu-mere dosi maggiori di aspirina rispetto al normale o di assumere un inibitore del recettore adenosina difosfato assieme all’aspirina per inibire efficacemente l'aumento dell'aggregabilità delle piastrine (Clin Med J 2011;124 (10): 1569-1572).

Come prodotto della combustione si forma monossido di carbonio (CO), che si lega in modo preferenziale all'emo-globina, formando carbossiemoglobina; in questo status, l'emoglobina non è più disponibile per il trasporto di os-sigeno ai tessuti; gli organi che maggiormente soffrono per la ridotta ossigenazione sono il cervello, i muscoli e il cuore; ad esempio i pazienti, che presentano una o più stenosi coronariche, quando fumano, per l' inadeguatez-za dell'ossigenazione miocardica, possono avvertire una riduzione della soglia dell'angina (cioè possono accusare una crisi anginosa ad una soglia più bassa, cioè per una fatica assai più bassa).

Nel fumo sono presenti circa 4.000 composti chimici; di essi più di 250 sono tossici e cancerogeni.

La loro presenza è causa di numerose patologie. In particolare nei fumatori rispetto ai non fumatori è più alta l' incidenza di malattie dell' apparato respiratorio: faringo-tonsilliti, laringiti, bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), manifestazioni asmatiche per un aumento dell' attività bronchiale,enfisema polmonare,malattie dell'inter-stizio polmonare, insufficienza respiratoria, tumori polmo-nari,etc.Nel mondo ogni anno muoiono oltre 5 milioni di individui per le conseguenze del consumo attivo e pas-sivo del fumo di tabacco;oltre 650'000 individui muoiono per malattie "fumo-dipendenti" nella Unione Europea. 

Il fumo ha ripercussioni non solo sulla morbilità e morta- lità ma anche sulla spesa sanitaria la quale per le pato-logie fumo-correlate ammonta a oltre 6 miliardi di euro all'anno che è pari al 6,7% della spesa complessiva del Servizio Sanitario Nazionale Italiano.

L' incremento del rischio è in correlazione diretta con il numero di sigarette fumate e con la durata dell'abitudine. Il 26% dei fumatori fuma da 20 a 24 sigarette al giorno.

Rispetto ad altre nazioni occidentali la percentuale di fu-matori in Italia è assai elevata, essendo pari al 25% della popolazione, mentre negli Usa e in altri Paesi del Nord Europa i fumatori sono intorno al 20% e addirittura in Svezia sono il 19%.

 

QUANTI SONO I FUMATORI IN ITALIA?

In Italia i fumatori in termini assoluti sono circa 13 milioni (7 milioni di uomini e 6 milioni di donne). La prevalenza maggiore di fumatori si registra nella fascia di età che va dai 25 ai 44 anni (dati dell' Istituto superiore di Sanità, Istituto Mario Negri in collaborazione con la Doxa).

Per tentare di scoraggiare l'abitudine al fumo e per tu-telare la salute anche dei non fumatori (il fumo passivo aumenta il rischio d'infarto miocardico acuto del 25%- 31%), il legislatore italiano il 10 gennaio 2005 ha ema- nato una legge con la quale è fatto divieto di fumare nei luoghi pubblici con multe per i trasgressori. Dopo i re- centi divieti di fumare in luoghi pubblici e nei posti di la- voro, istituiti in molti Stati,la letteratura medica ha stimato l'effetto complessivo di tali divieti di fumare sul rischio d'infarto miocardico acuto nella popolazione generale. Una metanalisi su 11 studi in 10 luoghi diversi, ha mo- strato che l'incidenza d' infarto miocardico acuto prima e dopo il divieto di fumare in luoghi pubblici e nei posti di lavoro ha ridotto l' incidenza d'infarto miocardiaco acuto del 17% (Meyers D. et Al.J Am Coll Cardiol,2009;54: 1249-1255).

Secondo alcuni epidemiologi, la legge sul divieto del fumo nei luoghi pubblici non ha però portato ad una riduzione assai significativa del numero dei fumatori. La battaglia volta a scoraggiare l' abitudine al fumo è pertanto ancora lunga.

A tal proposito il noto farmacologo Silvio Garattini ha ri-badito che è di estrema urgenza l'adozione di misure drastiche per dissuadere i fumatori dall'abitudine del fumo. In occasione della Giornata mondiale contro il fumo di sigaretta, nel 2014  osservava che "Nel mondo il fumo è la prima causa di morte evi-tabile. Uccide quasi 6 milioni di persone ogni an-no, di cui oltre 600 muoiono per il fumo passivo. Sono quindi necessarie misure di intervento nell’ ambito della diffusione del tabacco, tra le quali le più immediate sono l’aumento del prezzo del pac-chetto di sigarette e l’estensione dei divieti’". Inoltre aggiunse: "Mi dispiace sottolineare che da un’indagine Doxa emerge l’aumento del 2% rispetto all’anno scorso del numero delle don-ne milanesi che fumano’".

Secondo alcune indagini, le donne fumano in media 11,4 sigarette al giorno. Al contempo però cercano di adottare sempre di più uno stile di vita salutare; infatti il 94% di-chiara di praticare almeno 1/2 ora di attività fisica al giorno e il 96% osserva un’alimentazione sana e equi-librata. Inoltre il 78% delle fumatrici effettua un controllo di prevenzione dei tumori almeno una volta all’anno. Garattini conclude:"Da una parte emerge quindi una grande attenzione al benessere fisico, dall’altra la sigaretta rappresenta ancora un vizio irrinuncia-bile con conseguenze ormai note: il continuo au-mento di morti che si registra per tumori al pol-mone e per tutte le patologie fumo-correlate".

Silvio Garattini è nato a Bergamo il 12/11/1928.Perito Chimico e Dottore in Medicina.Li-bero Docente in Chemioterapia e Farmacologia.
Silvio Garattini è nato a Bergamo il 12/11/1928.Perito Chimico e Dottore in Medicina.Li-bero Docente in Chemioterapia e Farmacologia.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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Palestra
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