ECOGRAFIA INTRACORONARICA (IVS)

TOMOGRAFIA OTTICA

COMPUTERIZZATA (OCT)

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L' ECOGRAFIA INTRACORONARICA (Intravascular ul- trasound,IVUS) e la TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTE- RIZZATA (Optical Coherence Tomography, OCT) sono due tecniche innovative che hanno dimostrato di essere assai utili per lo studio dei vasi coronarici.

Intravascular ultrasound (IVUS).
Intravascular ultrasound (IVUS).

L'ECOGRAFIA  INTRA- CORONARICA  (IVUS),  è una tecnica che, attra- verso l'uso di cateteri mi- niaturizzati, che raggiun- gono le coronarie, con- sente di ottenere per mezzo degli ultrasuoni, informazioni sul vaso, non sol- tanto riguardo al lume, ma anche riguardo alle carat- teristiche e alla struttura della placca. Le immagini IVUS finora erano in bianco e nero e quindi osservabili solo con la scala dei grigi. Attualmente questo limite è stato superato mediante l'uso di un software che elabora i se- gnali come immagini a colori e, in ultima analisi, creano la cosiddetta "istologia virtuale”. Le immagini presentano colori diversi a seconda del tipo di tessuto che riflette gli ultrasuoni. Per fare un esempio, il tessuto fibrotico appa- re di colore verde, il core necrotico appare di colore ros- so e i lipidi appaiono di colore giallo.            

In pratica i vantaggi sono duplici in quanto l' IVUS effettua un' analisi quantitativa, ma anche qualitativa della parete del vaso.

Il rischio di andare incontro ad una sindrome coronarica acuta, più che alle dimensioni della placca e alla per- centuale della stenosi coronarica, è legato alla vulne- rabilità della placca stessa, la quale è in relazione ad alcuni fattori. Questi fattori comprendono la presenza di cellule infiammatorie, il contenuto di lipidi, un core necrotico, etc. Questi fattori aumentano l' instabilità della placca e ne provocano la rottura con gravi conseguenze di natura trombotica, a cui consegue la sindrome coro- narica acuta.

 

LA TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTERIZZATA

(Optical Coherence Tomography OCT),è una tecnica di più recente acquisizione, che sfrutta i raggi infrarossi. Essa avendo una risoluzione > 10 volte rispetto alla IVUS, permette una valutazione migliore dello spessore del cappuccio fibroso della placca, che separa il core lipidico dal circolo sanguigno (vedi figura sopra). Lo spessore del cappuccio fibroso è un indice assai impor- tante di vulnerabilità della placca.

L' OCT consente una correlazione tra immagini e isto- logia dei tessuti.

Nella figura sottostante:

l'immagine (A) mostra una placca fibrotica: caratterizzata da un alto segnale (high backscattering) e una bassa attenuazione (deep penetration);

l'immagine (B) mostra una placca in predominanza calci- fica: le regioni calcifiche sono caratterizzate da un basso segnale, da una bassa attenuazione permettendo una più profonda penetrazione;

l'immagine (C) mostra una placca ricca di lipidi: alta atte- nuazione della luce che induce una scarsa penetra- zione nel tessuto (in contrasto alle regioni calcificate).

Il cappuccio fibroso può essere misurato; in questo caso è > 200 μm.

TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTERIZZATA

‡  regione calcificata; * core lipidico.  Immagini di C. Y. Xu  and J. M. Schmitt, riprodotte da H.G. Bezerra, M.A. Costa, G. Guagliumi, A. M. Rollins, D.I. Simon. J A C C. 2009;  (11): 1035-1046.
‡ regione calcificata; * core lipidico. Immagini di C. Y. Xu and J. M. Schmitt, riprodotte da H.G. Bezerra, M.A. Costa, G. Guagliumi, A. M. Rollins, D.I. Simon. J A C C. 2009; (11): 1035-1046.

L' ECOGRAFIA INTRACORONARICA (IntraVascular Ultrasound, IVUS) e la TOMOGRAFIA OTTICA COMPUTERIZZATA (Optical Coherence Tomogra- phy, OCT) sono due tecniche innovative che han- no dimostrato di essere assai utili per lo studio dei vasi coronarici.

L'OCT si può considerare complementare all' IVUS, in quanto completa le informazioni necessarie per valutare le condizioni di vulnerabilità della placca e quindi il rischio cardiovascolare del paziente. Inoltre si può indicare la terapia con cui tentare di modificarlo (per esempio le statine hanno dimostrato di aumentare lo spessore del cappuccio fibroso, rendendo così più stabi- le la placca).

In conclusione le tecniche di imaging sono utili per scree- nare i pazienti che possono avvalersi di un trattamento più aggressivo con farmaci, capaci di favorire la stabiliz- zazione della placca, senza ricorrere a interventi di tipo invasivo.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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Palestra
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