L'ANGIO-TAC CORONARICA O CORONARO-TAC

(Coronary Computed

Tomography Angiography)

 

 

ANGIO-TC CORONARICA O CORONARO-TAC (Com- puted Tomography Angiography). L'Angio-CT coronarica combina l'uso dei raggi X con l'analisi computerizzata delle immagini.

L'  angio-TC coronarica mostra in modo tridimensionale il decorso delle coronarie. Nel ri-quadro A si osserva la coronaria sinistra (arteria discendente e circonflessa) e nel riqua-dro B la coronaria destra.
L' angio-TC coronarica mostra in modo tridimensionale il decorso delle coronarie. Nel ri-quadro A si osserva la coronaria sinistra (arteria discendente e circonflessa) e nel riqua-dro B la coronaria destra.

I fasci di raggi X passano da un dispositivo rotante attra-verso l'area di interesse del corpo del paziente, da diver-se angolazioni.Le immagini ottenute vengono assembla- te da un computer in immagini a 3 dimensioni della zona oggetto di studio. E’ dunque un'indagine radiologica non invasiva che, con mezzo di contrasto, permette di visua-lizzare l’anatomia delle coronarie e di evidenziare even-tuali stenosi.

La tecnica consente l’ acquisizione di immagini in manie-ra sincronizzata con il tracciato elettrocardiografico. Con questo sistema si possono acquisire dati utili alla visua-lizzazione delle coronarie nella fase del ciclo cardiaco in cui il cuore è più fermo.
L’ acquisizione delle immagini ha una durata, che è va- riabile a seconda della frequenza cardiaca del paziente e dell’apparecchiatura utilizzata, ma che usualmente di cir- ca 10 secondi; in pratica vengono acquisite immagini del cuore per circa 10 battiti cardiaci.
L’ angio-TC coronarica, multistrato, grazie all' aumento della risoluzione tempo- rale e spaziale, riesce ad esplorare volumi sempre più ampi del nostro corpo in tempi brevi. In particolare la TC di ultima generazione a 128 strati è capace di eseguire scansioni estremamente veloci (di 0,3 secondi) con acquisizione di un volume corporeo costituito per singola scansione da 128 strati di spessore 0,5 mm, questo rende possibile l’ applicazione di tale metodica nella diagnosi delle malattie coronariche.

 

COME SI ESEGUE L’ ANGIO TAC CORONARICA?

L’ esame si esegue come una normale tomografia com-puterizzata con mezzo di contrasto.Al paziente a digiuno, si iniettano in una vena del braccio circa 100 cc di un contrasto iodato e di un bolo di soluzione fisiologica mediante un iniettore ad alta velocità; successivamente vengono acquisite le immagini per una durata di circa 10 secondi durante i quali il paziente deve stare in apnea assoluta per evitare gli artefatti dovuti al movimento durante gli atti respiratori. Se la frequenza cardiaca è > 65 battiti al minuto per avere immagini soddisfacenti, che consentano una buona definizione dell' albero corona-rico, bisogna ottenere frequenze cardiache ottimali, tali da garantire una buona riuscita dell’ esame cardio-TC. Usualmente per avere un betablocco in "acuto", viene usato un β-bloccante per via venosa. Le nuove tecno-logie applicate ai sistemi TC, hanno reso possibile l’ ese-cuzione di esami cardio-TC privi di artefatti da movi-mento, anche su pazienti con valori di frequenza car-diaca fino a 120\140 b/m e quindi senza la necessita dell’ infusione di farmaci β-bloccanti.

Uno specifico software elabora le immagini acquisite e permette di offrire immagini delle arterie coronarie durante la diastole, cioè quando il cuore non è in mo-vimento, in modo da ridurre al minimo gli artefatti. Le im-magini ottenute vengono elaborate e refertate dal radio-logo, usualmente in collaborazione con il cardiologo.

 

CHI DEVE ESSERE SOTTOPOSTO AD ANGIO-TC CORONARICA?

 

L’ indicazione principale all’ esame viene posta quando si debba escludere  la presenza di una malattia coronarica nei pazienti che hanno una probabilità di avere una malattia coronarica pre-test medio-bassa e il risultato del test da sforzo è risultato incerto.

Altre indicazioni comprendono:

  1. la rivalutazione dei pazienti già rivasco-     larizzati mediante by-pass o angioplastica;
  2. la valutazione dei pazienti che presentano    dolori toracici atipici;
  3. l'esclusione di una compromissione coro-narica in pazienti con cardiomiopatia dilata-tiva;
  4. l'esclusione di una coronaropatia nei pa-       zienti candidati alla chirurgia cardiaca val-volare.

L’indicazione all’esame è fornita dal Cardiologo dopo una adeguata valutazione del quadro clinico, degli esami di laboratorio e strumentali effettuati e della esclusione di eventuali controindicazioni.

 

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Oltre all’insufficienza renale grave, vi sono alcune condizioni che possono ridurre la qualità dell’indagine e quindi l’accuratezza diagnostica e comprendono:

  • la fibrillazione atriale,
  • l’obesità,
  • le gravi malattie polmonari, nelle quali          esiste la difficoltà a trattenere il respiro      durante l’esecuzione della procedura,
  • la presenza di diffuse placche calcifiche          sull'aorta.

QUANTE RADIAZIONI SI ASSUMONO CON LA TC CORONARICA?

Con le moderne apparecchiature si è ridotta notevol-mente la dose di radiazioni che il paziente assorbe durante l’esame. Si possono fare esami anche con 1-2 millisievert (mSv), cioè con la dose equivalente a quella che ognuno di noi annualmente assorbe per la radia- zione terrestre (questa dose è assai inferiore ai 20 mSv delle vecchie apparecchiature). La dose però non è la stessa per tutti i pazienti: essa varia in base al quesito diagnostico per cui è stata posta l'indicazione all’esa-me, alla corporatura del paziente ed inoltre è stretta-mente dipendente dal ritmo cardiaco e dalla frequenza cardiaca. In pratica la dose di radiazioni di una TC-co-ronarica in un paziente di media corporatura e con fre-quenza di circa 65 battiti/minuto e ritmo stabile (senza aritmie) è stimabile intorno a 7 mSv.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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