IL TEST DA SFORZO

(TEST ERGOMETRICO,

STRESS TEST)

 

Il test ergometrico è una delle metodiche non invasive più frequentemente utilizzate per la valutazione dei pazienti con malattia cardiovascolare nota o sospetta. Consiste nella registrazione dell' elettrocardiogramma e di alcuni parametri emodinamici durante l' esecuzione di un esercizio fisico calibrato. L' esercizio fisico costituisce infatti uno stress fisiologico in grado di stimolare la com- parsa di anomalie cardiovascolari non presenti a riposo. In pratica questo sistema consente di esaminare la risposta dell' apparato cardiocircolatorio all' esercizio fisico, in particolare per quanto riguarda la frequenza cardiaca, la risposta pressoria ed eventuali alterazioni dell' elettrocardiogramma. In combinazione con la mi-surazione dei parametri ventilatori (test da sforzo cardio-polmonare) o con l' imaging cardiaco aumentano signi-ficativamente le informazioni che possono essere ottenu-te con la metodica standard. I protocolli di esercizi com-prendono protocolli di ergometria al cicloergometro e al tappeto rotante (treadmill). Le informazioni che si ricava-no dal test, durante e dopo l'esecuzione dello sforzo (pe-riodo di recupero), derivano in parte dalle modificazioni elettrocardiografiche in risposta all' esercizio e in parte dalla valutazione di eventuali sintomi (dispnea, angina) e modificazioni emodinamiche(pressione arteriosa,requen- za cardiaca); la capacità massima di lavoro rappresenta una delle informazioni più importanti ai fini prognostici.

In sintesi il test da sforzo consente di valutare l'adegua- tezza della funzione cardiaca all'esercizio, la gravità della coronaropatia ai fini terapeutici e prognostici ed inoltre consente di valutare gli effetti della terapia.

BRUCE R.A. per primo intuì l' importanza della monitorizzazione della F.C. e della P.A. durante il test da sforzo. Pediatrics 1963; 32: 742.
BRUCE R.A. per primo intuì l' importanza della monitorizzazione della F.C. e della P.A. durante il test da sforzo. Pediatrics 1963; 32: 742.

L'indice di sicurezza del test da sforzo è gene- ralmente molto elevato, ma esistono alcune con- dizioni in cui il rischio di complicanze diventa ele- vato e il test è controindicato. Comunque l' ap- plicazione delle indicazioni standard per l' inter- ruzione del test da sforzo ne riduce il rischio di complicanze.

 

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE AL TEST DA SFORZO:

Controindicazioni assolute all'esecuzione del test da sforzo.
Controindicazioni assolute all'esecuzione del test da sforzo.

L'applicazione corretta delle indicazioni standard per l'interruzione del test da sforzo, riduce in mo-do significativo il rischio di complicanze.

 

ESISTONO 2 TIPI DI STRUMENTI PER EFFETTUARE UN TEST DA SFORZO:

 

  • il cicloergometro,
  • il treadmill.

Il test da sforzo al cicloergometro o al treadmill viene utilizzato per la diagnostica della cardio- patia ischemica, ma anche per la valutazione:

.della capacità funzionale dei soggetti sani,com-

presi gli atleti;

.della capacità funzionale dei pazienti con car-diopatia ischemica nota,come angina stabile,pre-gresso infarto del miocardio,oppure dei pazienti reduci da un intervento cardiochirurgico. 

 

La prova ha una durata complessiva di circa 20 minuti e viene effettuata in ambienti adeguata-mente attrezzati per fronteggiare anche eventua- li complicanze. Può deve essere interrotta dal me-dico in qualsiasi momento se dovessero compari- re segni o sintomi: esistono criteri clinici e stru-mentali di arresto standardizzati; la prova può essere interrotta anche su richiesta del paziente.

 

 

Quando si usa il cicloergometro per la misu-razione della Potenza (rendimento = lavoro X tempo), si prevede l' utilizzazione dei freni. La forza frenante che si oppone al movimento consente di misurare direttamente la Potenza resa dal paziente. I freni negli ergometri moderni sono ormai di tipo elettromagnetico. Il freno elettromagnetico si caratterizza per il fatto che mancano gli organi di attrito, nel senso che mentre la forza frenante del freno meccanico veniva variata con il variare della forza sul freno, nel freno elettro- magnetico la forza frenante è variata mutando la corrente di magnetizzazione del campo polare di un elettromagnete rotante.
La quantità di ossigeno necessaria per un deter-minato rendimento può essere calcolata anche se in modo approssimativo con seguente formula:
VO2 (ml x min)=350 (fabbisogno di O2 a riposo + 12 x Watt.
Esempio: un individuo che al test da sforzo arriva a 150 Watt, il suo consumo di O2 è uguale a 350 + 12 x 150 e cioè 2.150 ml\min.

Esempio di cicloergometro con apparecchiatura per il il test spiroergometrico; esso è in-dispensabile ai fini della diagnostica funzionale cardiopolmonare.
Esempio di cicloergometro con apparecchiatura per il il test spiroergometrico; esso è in-dispensabile ai fini della diagnostica funzionale cardiopolmonare.

 

Il test da sforzo al cicloergometro o al treadmill viene utilizzato per la diagnostica della cardio- patia ischemica, ma anche per la valutazione:

.della capacità funzionale dei soggetti sani,com-

presi gli atleti;

.della capacità funzionale dei pazienti con car-diopatia ischemica nota,come angina stabile,pre-gresso infarto del miocardio,oppure dei pazienti reduci da un intervento cardiochirurgico. 

La prova ha una durata complessiva di circa 20 minuti e viene effettuata in ambienti adeguata-mente attrezzati per fronteggiare anche eventua- li complicanze. Può deve essere interrotta dal me-dico in qualsiasi momento se dovessero compari- re segni o sintomi: esistono criteri clinici e stru-mentali di arresto standardizzati; la prova può essere interrotta anche su richiesta del paziente.
Quando si usa il cicloergometro per la misurazio- ne della Potenza (rendimento = lavoro X tempo), si prevede l' utilizzazione dei freni. La forza fre- nante che si oppone al movimento consente di misurare direttamente la Potenza resa dal pa-ziente. I freni negli ergometri moderni sono ormai di tipo elettromagnetico. Il freno elettromagne-tico si caratterizza per il fatto che mancano gli organi di attrito, nel senso che mentre la forza frenante del freno meccanico veniva variata con il variare della forza sul freno, nel freno elettro- magnetico la forza frenante è variata mutando la corrente di magnetizzazione del campo polare di un elettromagnete rotante.
La quantità di ossigeno necessaria per un deter-minato rendimento può essere calcolata anche se in modo approssimativo con seguente formula:
VO2 (ml x min)=350 (fabbisogno di O2 a riposo + 12 x Watt.
Esempio: un individuo che al test da sforzo arriva a 150 Watt, il suo consumo di O2 è uguale a 350 + 12 x 150 e cioè 2.150 ml\min.

Un altro ergometro che viene sempre più diffusamente u-tilizzato ed è il treadmill (tapis roulant,ergometro traspor-tatore,tappeto trasportatore).

Esempio di ergometro trasportatore (treadmill o tapis roulant).
Esempio di ergometro trasportatore (treadmill o tapis roulant).

Il tapis roulant, noto dal 1800 in quanto veniva u-tilizzato per la pratica dell'attività fisica dei dete-nuti in carcere, fu introdotto medicalmente nel 1952 dal Prof Robert Bruce. 

Nel 1968, dopo aver effettuato approfondite ricer-che sui vantaggi dell'esercizio fisico sull'apparato cardiovascolare, tramite il tapis roulant, il dottor Kenneth Cooper pubblicò alcuni volumi:Aerobics, New Aerobics for women, Aerobics Program, con i qua-li dimostrava i vantaggi di praticare esercizi di tipo ae-robico per mantenere e migliorare la salute. Effettuare 10.000 passi al giorno ad esempio è il metodo più adatto per mantenere un'adeguata idoneità fisica.

 

ll test al treadmill (vedi immagine) viene effettuato se-condo uno dei tanti protocolli presenti in letteratura, tra essi i protocolli  di Bruce sono assai noti; usualmente vie-ne utilizzato il protocollo di Bruce modificato.

Protocollo di Bruce modificato.
Protocollo di Bruce modificato.

Con il treadmill la forza muscolare è impiegata per spo-stare il corpo su un tapis roulant a velocità e inclinazione variabili.Il tappeto è appoggiato su 2 pulegge rotanti azio-nate da un motore elettrico con una velocità che può su-perare i 24 Km/h.Il piano del tappeto può subire uno spo-stamento angolare che varia rispetto al piano orizzontale da 0 a + 20-25%; l'inclinazione avviene per mezzo di una vite senza fine azionata mediante un motorino elettrico. La potenza sviluppata sull'ergometro è espressa dalla relazione:

            P x S

W1 = ----------

             Min

P = peso corporeo

S = spazio percorso

La potenza espressa nella relazione è quella dell' inclina- zione del tappeto = 0°. Se l'inclinazione del tappeto è di-versa da 0° la potenza è espressa dalla formula:

          P x S x h

W1= ----------------

                Min

h è l' inclinazione del tapis rispetto al piano orizzontale.

 

La quantità di ossigeno necessaria per un determinato rendimento può essere valutata con il seguente mono- gramma dove il VO2 max viene calcolato dai minuti di esercizio effettuato con il treadmill e con il protocollo di Bruce.

Foster et Al (AM Heart J.1984,107:1229-1234) hanno sviluppato una formula che vale sia per il protocollo di Bruce che il protocollo di Naughton*:

 

VO2 max (ml x (min x Kg) -1 = 1,61 x tempo al treadmill (min ) + 3,60.

 

Esempio: un individuo che al test da sforzo cammina per 15 min, il suo consumo di O2 è uguale a 1,61 x 15 + 3,60 = 27,75 .

Per la determinazione della capacità aerobica so- no stati preparati dei nomogrammi, i quali, dai ri- sultati dei test e dai protocolli utilizzati, possono mostrare i valori di VO2 max che  corrispondono alle varie classi funzionali.

 

*Il protocollo di Naughton comincia con un riscalda-mento di 2 minuti. La velocità è impostata su 1 km/h e la pendenza è impostata su 0. Dopo il riscaldamento, la ve-locità è impostata a 2 km/h e non cambia per il resto della prova. Il test è costituito da 6, intervalli di 2 minuti. Il grado inizia a 0 per il primo intervallo e aumenta del 3,5% ogni 2 minuti.

 

Nomogramma che dal risultato del test da sforzo al cicloergometro o al treadmill,indica il VO2 max e la capacità funzionale.
Nomogramma che dal risultato del test da sforzo al cicloergometro o al treadmill,indica il VO2 max e la capacità funzionale.

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Nonostante vi siano numerosi test diagnostici car- diovascolari, il test da sforzo è il test diagnostico più diffusamente utilizzato.

Questo perchè è il meno costoso e di più facile esecuzione.

Per l'interpretazione vengono mostrati alcuni pa-rametri che sono assai importanti per la diagno-stistica, come il sottoslivellamento del tratto S-T. 

Il tratto S-T mostra un sottoslivellamento a riposo che si accentua in modo significativo sotto sforzo (120 Watt) e rimane sottoslivellato anche durante il recupero (da Gennarino  Borrello Minerva Medica 1988, Torino).
Il tratto S-T mostra un sottoslivellamento a riposo che si accentua in modo significativo sotto sforzo (120 Watt) e rimane sottoslivellato anche durante il recupero (da Gennarino Borrello Minerva Medica 1988, Torino).

Il sottoslivellamento del tratto S-T che compare durante lo sforzo è in relazione ad una ischemia sottoendocardica,salvo i casi in cui viene registra-to nelle derivazioni inferiori cioè D2 e aVF, dove potrebbe essere in relazione alla depolarizzazione atriale,la quale inizia nel tratto P-R e si può esten-dere fino all'inizio del tratto S-T.

 

La depressione del tratto ST non ci consente di localizzare la sede della lesione coronari-ca.

 

Quando l' S-T è sopraslivellato esso è in relazione ad una grave ischemia transmurale come risultato di importanti anomalie motorie della parete ven- tricolare che provocano uno spostamento del vet- tore in direzione della parete che si muove in mo- do anormale. Anche le aree discinetiche nei pa- zienti con pregresso infarto del miocardio (pre- senza di onde Q) possono determinare un sopra-slivellamento del tratto S-T. Bisogna però dire che in presenza di un'onda Q, un sopraslivellamento può indicare sia un'ischemia che una discinesia o entrambe le condizioni.In sintesi in assenza di un' onda Q, un sopraslivellamento indica sicuramente un'ischemia grave da lesione critica delle corona- rie o da uno spasmo di esse. Vedi "Pratica Riabi-litativa in Medicina Interna" di G. Borrello, Miner- va Medica Torino 1988.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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Palestra
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