LA MALATTIA ATEROSCLERO- TICA NON E' UNA MALATTIA E- SCLUSIVA DEL'ETA' MODERNA

 

ATHEROSCLEROSIS EVIDENT IN ANCIENT POPULATIONS

 

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Usualmente la malattia aterosclerotica è ritenuta una malattia dell’uomo moderno, legata cioè agli stili di vita aterogeni adottati dall'uomo della nostra epoca. Ma la presenza di aterosclerosi negli uomini pre-moderni di- mostra al contrario che non è una malattia esclusiva dell' uomo contemporaneo. Essa infatti è stata riscontrata in mummie di popolazioni vissute in diverse epoche sto- riche, in diverse aree geografiche e con differenti caratte-ristiche antropologiche, sociali e culturali.

Questi risultati sono stati possibili grazie agli studi pa- leontologici che negli ultimi anni hanno fatto progressi impensabili e questo per merito soprattutto delle innova- zioni tecnologiche in campo radiologico, come la Tomo- grafia Assiale Computerizzata (TAC) che ha consentito lo studio dei corpi mummificati in modo non invasivo,senza cioè che i reperti venissero in alcun modo danneggiati.

Il primo tomografo computerizzato consentiva esclusi- vamente lo studio delle strutture del cranio e fu instal- lato all'Atkinson Morley Hospital di Londra nel 1971. Successivamente,nel 1974,furono create le prime ap- parecchiature per lo studio del torace e dell'addome.

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)è una metodica di diagnostica per immagini che sfrutta le radiazioni.
La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)è una metodica di diagnostica per immagini che sfrutta le radiazioni.

 

Un importante contributo allo studio delle mummie con tecnica tomografica è stato apportato da Adel H. Allam et A(1). 

Sarcofago egiziano decorato del Museo Egizio di Torino.Il Museo Egizio di Torino, come quello del Cairo, è dedicato all’ arte e alla cultura dell’ antico Egitto con molte preziose collezioni raccolte nel tempo.
Sarcofago egiziano decorato del Museo Egizio di Torino.Il Museo Egizio di Torino, come quello del Cairo, è dedicato all’ arte e alla cultura dell’ antico Egitto con molte preziose collezioni raccolte nel tempo.

Adel H. Allam et Collaboratori, per primi hanno utilizzato la tomografia computerizzata su 22 mummie di perso-naggi dell'antico Egitto, deceduti all'età media di 42 anni e che erano vissuti tra il 1900 e il 300 a.C.; nel 73% delle mummie studiate e cioè in 16 mummie era identificabile il tessuto cardiovascolare. 

Aterosclerosi delle arterie poplitee e tibiali:diffuse calcificazioni lungo il decorso  delle ar- terie in una mummia egizia di un uomo vissuto durante la 18th Dinastia (Hatiay, Mum- my) JACC 2011, 4: 315- 327.
Aterosclerosi delle arterie poplitee e tibiali:diffuse calcificazioni lungo il decorso delle ar- terie in una mummia egizia di un uomo vissuto durante la 18th Dinastia (Hatiay, Mum- my) JACC 2011, 4: 315- 327.

Gli studiosi  hanno osservato la presenza di aterosclero- si certa  in 5 delle 16 mummie (31%) e di aterosclerosi probabile in 4 su 16 (25%). In sintesi l'aterosclerosi certa e probabile era presente nel 56% dei reperti analizzati. L'immagine tomografica della figura soprastante, mostra un esempio di aterosclerosi delle arterie poplitee e tibiali; sono presenti diffuse calcifica-zioni lungo il decorso  delle arterie degli arti infe-riori. L'esame appartiene ad una mummia di un soggetto vissuto tra il 1543 e il 1292 a.C. (XVIII dinastia).

Aterosclerosi della coronaria sinistra.(A)La freccia indica la calcificazione della coronaria sinistra  (esame TAC).(B) Maschera antropomorfa con volto dipinto della stessa mummia di un uomo vissuto durante la dinastia Tolemaica (305 a.C. al 30 a.C).
Aterosclerosi della coronaria sinistra.(A)La freccia indica la calcificazione della coronaria sinistra (esame TAC).(B) Maschera antropomorfa con volto dipinto della stessa mummia di un uomo vissuto durante la dinastia Tolemaica (305 a.C. al 30 a.C).

Un dato assai interessante è che le mummie con aterosclerosi appartenevano a soggetti significati- vamente più anziani (p<0,002),vedi grafico sotto-stante.Risulta evidente che l’età favoriva e favori- sce ancora, la formazione e la progressione delle lesioni aterosclerotiche dei grandi vasi. 

Le mummie con aterosclerosi erano significativamente più anziane (p < 0,002). JACC 2011, 4: 315- 327.
Le mummie con aterosclerosi erano significativamente più anziane (p < 0,002). JACC 2011, 4: 315- 327.

Lo studio di Horus condotto da Allam AH, Thompson RC, Wann ls, et Al, ha effettuato l'esame tomografico computerizzato su 52 mummie dell' antico Egitto ai fini di identificare le strutture cardiovascolari ed eventuali calcificazioni arteriose.Gli studiosi hanno interpretato le im-magini con il consenso di 7 medici specializzati in diagnostica radiologica per immagini. I risultati hanno mostrato che 44 delle 52 mummie esami-nate, avevano strutture cardiovascolari identifi-cabili. Tra queste 44 mummie 20 avevano segni certi di aterosclerosi (definita come calcificazione all'interno della parete di un' arteria identificabile, n = 12) o segni probabili di aterosclerosi (definita come calcificazioni lungo il decorso previsto di un' arteria, n = 8). Le calcificazioni sono state trovate nell'aorta, nelle arterie coronarie, nelle carotidi, nelle iliache, nelle femorali e nelle arterie periferi-che degli arti inferiori. Le 20 mummie con atero-sclerosi certa o probabile appartenevano a sog-getti che al momento della morte erano più anziani (età media 45,1 ± 9,2 anni) rispetto alle mummie di soggetti senza aterosclerosi (età media 34,5 ± 11,8 anni, p < 0,002). Due mum-mie hanno mostrato un' aterosclerosi arteriosa severa con calcificazioni in molti distretti arteriosi. I conclusione l'aterosclerosi certa o probabile era presente in mummie di soggetti che hanno vis-suto durante ogni era dell'antico Egitto in quanto l'intervallo di tempo era > 2.000 anni.

 

Un altro studio su questo argomento è stato con- dotto Randall Thomson et Al (3) su un numero più consistente di mummie. Essi mediante tomo-grafia computerizzata con ricostruzione 3D, han-no analizzato 137 mummie, le quali provenivano da numerose parti del globo terrestre e apparte-nevano a popolazioni vissute in varie epoche: 

.76 mummie egizie, vissute tra il 3.100 a.C. e il 364 d.C.; 

.51 mummie appartenenti a popolazioni peru-viaane, vissute tra il 200 e il 1500  d.C.;

.5 mummie di indiani d'America vissuti tra il 1500 a.C e il 1500 d.C.;

.5 mummie appartenenti ad antiche popolazioni "unangane" delle isole Aleutine (Alaska), vissute tra il 1750 e il 1930.

 

L'età media delle mummie era bassa, era cioè di 36 anni e la prevalenza di aterosclerosi è stata ri-scontrata nel 34% dei casi. L’età al momento del decesso è risultata positivamente correlata con la presenza di aterosclerosi (età media al decesso era 43 anni per le mummie con presenza di aterosclerosi vs 32 anni per quelle senza presen-za di aterosclerosi, p< 0,0001) e con il numero di letti vascolari compromessi (età media 32 anni per le mummie senza aterosclerosi, 44 anni per quelle con interessamento di aterosclerosi in 1-2 letti vascolari e 42 anni per quelle con interessa-mento di aterosclerosi in 3-5 letti vascolari, p <0,0001).Anche in questi casi, sui processi atero-sclerotici ha giocato un ruolo importante l'età dei soggetti.

L’aterosclerosi era dunque presente in differenti popolazioni preindustriali di 4 diverse regioni geo- grafiche della terra e con abitudini alimentari as- sai diverse. Mentre gli antichi Egizi e i Peruviani erano agricoltori, i Puebloani ancestrali erano ri-cercatori-agricoltori e gli Unangani delle isole Aleutine erano cacciatori-raccoglitori senza alcuna attività agricola.
In particolare,nessuna di queste popolazioni era vegetariana e tutte erano fisicamente attive. Le abitudini dietetiche variavano notevolmente data l’ampia distanza geografica fra queste regioni del-la terra:
gli egizi prediligevano cibi molto ricchi di grassi saturi, i peruviani coltivavano il mais, le patate e i fagioli, i Pueblo, cioè i popoli indigeni dell'america, cacciavano conigli, cervi e pecore, mentre gli aleutini si nutrivano di pesce, crosta- cei, foche e balene. In sintesi il pesce e la selvag- gina erano presenti in tutte le culture, ma la fonte proteica variava dalla carne bovina tra gli egiziani ad una dieta quasi esclusivamente ittica tra gli Unangani. Pertanto l'aterosclerosi era presente a prescindere dalle diete adottate da queste popo- lazioni e dalle condizioni climatiche, le quali erano assai diverse tra di loro.

L’aterosclerosi, generalmente ritenuta una malat-tia dell'uomo moderno, è risultata dunque assai comune anche nelle popolazioni preindustriali in- clusi i cacciatori-raccoglitori delle culture pre-a- gricole.

I risultati di questi studi, in accordo con A. Cor-zani, C. Rapezzi dell'Unità Operativa di Cardiolo-gia, Policlinico S.Orsola-Malpighi e Alma Mater-Università degli Studi di Bologna, dimostrano la presenza di aterosclerosi anche nelle mummie di popolazioni che hanno vissuto millenni prima di Cristo e che avevano una dieta sicuramente molto meno aterogena di quella adottata ai nostri tem-pi.Quindi la presenza di placche aterosclerotiche non è imputabile, soltanto alla dieta e allo stile di vita sedentario,adottati dall'uomo contempora-neo, ma è possibile che essa sia sostenuta da meccanismi assai complessi,ancora non totalmen-te conosciuti, nei quali concorrono e interagisco-no una miriade di fattori come la predisposizione genetica, la dieta, lo stile di vita, i fattori di ri-schio cardiovascolari, la risposta immunitaria, l' infiammazione e certamente la senescenza dei tessuti. Secondo alcuni studiosi avrebbe un ruolo importante anche l'inalazione del fumo prodotto dal fuoco utilizzato per il riscaldamento e l'illumi-nazione e per la preparazione dei cibi, in partico-lare nelle donne. Ad esempio gli Anasazi, antenati degli odierni nativi americani, vivevano in grotte sotterranee tra il Colorado e lo Utah,per cui è pro-babile che anche il fumo prodotto dal fuoco in un ambiente chiuso possa avere avuto gli stessi ef-fetti nocivi del fumo di tabacco dell'uomo con-temporaneo. In sintesi sull'insorgenza e sulla progressione dell' aterosclerosi ha avuto un ruolo significativo anche l’inalazione del fumo potrebbe, ovviamente in associazione ad altri fattori come il consumo di cibi grassi, l'ipertensione a causa dell' ingente assunzione di sale utilizzato per la con-servazione dei cibi ed inoltre, in considerazione dell'elevato ceto sociale dei soggetti esaminati, la mancanza di esercizio fisico.

Ciononostante, anche se il genere umano sembra essere geneticamente predisposto alla malattia a-terosclerotica e anche se sembra essere una com-ponente intrinseca dell’invecchiamento umano,co- me ha ribadito lo stesso Thompson, adottando uno stile di vita sano, che includa una dieta equili-brata e libero da vizi come il fumo di tabac-co: "non è detto che si finisca sempre come le mummie".

1)Adel H Allam, MD; Randall C. Thompson MD; L. Samuel Wann, Md; Et Al JAMA. 2009;302(19): 2091-2094. doi:10.1001/jama.2009.1641

 

2)Allam AH, Thompson RC, Wann SL, Miyamoto MI et al. Atherosclerosis in Ancient Egyptian Mummies. The Horus Study. J Am Coll Cardiol Img 2011; 4: 315-27. 

 

3) Thompson RC, Allam AH, Lombardi GP, Wann LS, Sutherland ML, Sutherland JD, Soliman MA, Frohlich B, Mininberg DT, Monge JM, Vallodolid CM, Cox SL, Abd el-Maksoud G, Badr I, Miyamoto MI, el-Halim Nur el-Din A, Narula J, Finch CE, Thomas GS. Atherosclerosis across 4000 years of human history:the Horus study of four ancient populations. Lancet 2013; 381:1211-22.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
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Palestra.
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