QUANDO LA FREQUENZA CARDIACA E' < 60 b/m

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Esempio di frequenzimetro.
Esempio di frequenzimetro.

Si definisce frequenza cardiaca il numero di bat-titi cardiaci per minuto.

Normalmente la frequenza cardiaca varia continua- mente in base alle neces- sità metaboliche dei tessu- ti. Quando come ad esem- pio il tessuto muscolare svolge un esercizio fisico, oppure quando l’apparato digerente assume il ci-bo, il cuore deve aumentare la frequenza per ade-guare la portata cardiaca alle necessità metaboli- che. Durante la notte, quando l'organismo rallen-ta le sua attività, anche il cuore rallenta e la fre-quenza cardiaca diminuisce.

Fatte queste premesse, è osservazione corrente che le persone longeve e sane hanno media-mente  una frequenza cardiaca intorno a 60 b/m. Secondo il Professor Roberto Ferrari,direttore dell' Istituto di Cardiologia dell'Università di Ferrara, per vivere bene e più a lungo, in particolare i sog-getti reduci da un episodio cardiovascolare, se hanno una frequenza cardiaca < 70 b/m è meglio.

Secondo il Prof Stevo Julius dell'Università del Mi-chigan una frequenza cardiaca > 80 b/m è un fat-tore di rischio di complicazioni cardiovascolari alla pari con altri fattori di rischio come ad esempio il colesterolo.

Tra le  frasi famose attribuite all'astronauta ame-ricano Neil Armstrong, oltre a quella: "la con-quista della luna è un piccolo passo per un uomo e un grande passo per l'umanità", si dice che ab-bia detto anche che"ogni essere umano ha un nu-mero finito di battiti da consumare nell'arco della vita".

Questa è una delle poche immagini che ritraggono Neil Armstrong,durante l'allunaggio.
Questa è una delle poche immagini che ritraggono Neil Armstrong,durante l'allunaggio.

In pratica come ipotizzato dall' astronauta ame-ricano se i mammiferi hanno lo stesso numero di battiti da consumare nell'arco della vita, quelli che hanno una frequenza elevata hanno un'aspetta-tiva di vita relativamente più modesta. In altri termini, nel mondo animale e in particolare nei mammiferi la frequenza cardiaca funge dunque da orologio biologico, nel senso che quanto più elevata è la frequenza cardiaca, quanto più bassa è l'aspettativa di vita. In effetti se ad esempio os-serviamo l'aspettativa di vita del colibrì o del  ratto, che hanno una frequenza assai elevata, es-sa è assai breve.

Il Collibrì con un cuore che batte a 600 battiti/min ha una aspettativa di vita di 6 mesi.
Il Collibrì con un cuore che batte a 600 battiti/min ha una aspettativa di vita di 6 mesi.

Mentre ad esempio l'elefante, la balena che hanno una frequenza cardiaca di circa 20 b/m hanno una sopravvivenza di 30-50 anni.

La balena con un cuore che batte a 20 battiti/min ha un'aspettativa di vita di 30-50 anni.
La balena con un cuore che batte a 20 battiti/min ha un'aspettativa di vita di 30-50 anni.

Addirittura la tartaruga che ha una frequenza car-diaca ancora più bassa, vive ancora più a lungo.

La tartaruga con una frequenza cardiaca di  6 battiti/min  ha una aspettativa di vita di 150 anni.
La tartaruga con una frequenza cardiaca di 6 battiti/min ha una aspettativa di vita di 150 anni.

In altri termini i mammiferi, che consumano in breve tempo i battiti cardiaci, che la natura ha messo a loro disposizione, muoiono presto, men-tre i mammiferi che impiegano più tempo per consumarli vivono più a lungo.

I mammiferi di taglia piccola come topolino e criceto che hanno una frequenza molto e- levata,hanno un'aspettativa di vita assai bassa,mentre elefante e balena che hanno u- na frequenza intorno a 20 b/min vivono  assai più a lungo.
I mammiferi di taglia piccola come topolino e criceto che hanno una frequenza molto e- levata,hanno un'aspettativa di vita assai bassa,mentre elefante e balena che hanno u- na frequenza intorno a 20 b/min vivono assai più a lungo.
La regina Elisabetta II, nata il 1926 a Londra;ancora lu- cida,  piena di vitalità,  sempre desiderosa  di operare.
La regina Elisabetta II, nata il 1926 a Londra;ancora lu- cida, piena di vitalità, sempre desiderosa di operare.

L’uomo fa ecce- zione a questa re- gola: con i suoi 60 b/m dovrebbe vi- vere solo pochi decenni. In effetti i nostri antenati vi- vevano circa 30 anni. In seguito, vari elementi favo- revoli tra i quali il miglioramento del- l'alimentazione e delle condizioni igienico sanitarie, hanno consentito di modificare questa regola e di allungare la durata della vita indipendentemente dalla frequenza cardiaca.

Verosimilmente nell'uomo giuoca un ruolo importante an- che il meccanismo del sistema nervoso autonomo, più evoluto rispetto a quello degli animali, il quale consente di modulare meglio la frequenza cardiaca a seconda del-le necessità, evitando lo spreco di battiti superflui. Que-sto è importante,in considerazione del fatto che abbiamo un determinato numero di battiti cardiaci da consumare nella vita.     

 

Quali sono i meccanismi che regolano la frequenza cardiaca?

Diversamente dagli altri muscoli del corpo la cui attività dipende dal cervello e dal midollo spinale, il muscolo car- diaco è autosufficiente in quanto possiede un proprio sti- molatore che genera l'impulso elettrico che determina il battito cardiaco. Questo stimolatore che si chiama nodo senoatriale produce l'impulso nervoso, che come una scossa elettrica,genera la contrazione del cuore.Per que-sta sua proprietà,detta automatismo,il cuore è capace di produrre spontaneamente lo stimolo che regola la fre-quenza cardiaca; in pratica esiste nel cuore un vero e proprio 'segnapassi' che è situato nell' atrio destro, vicino allo sbocco della vena cava superiore.

Questo "segnapassi" è sotto il controllo del Sistema Ner- voso Vegetativo o Sistema Autonomo.

La frequenza cardiaca e la forza di contrazione del cuore vengono amplificate dal nervo simpatico, in senso opposto agisce il nervo parasimpatico.
La frequenza cardiaca e la forza di contrazione del cuore vengono amplificate dal nervo simpatico, in senso opposto agisce il nervo parasimpatico.

Il Sistema Nervoso Vegetativo vedi figura, comprende una sezione simpatica e una sezione parasimpatica (o vagale). La sezione simpatica ha sul cuore un effetto sti- molante e quindi la frequenza cardiaca tende ad aumen- tare; l'azione della sezione parasimpatica ha invece sul cuore un effetto inibente e quindi la frequenza cardiaca tende a diminuire. Il controbilanciamento tra le 2 sezioni varia da individuo a individuo e determina la frequenza cardiaca basale di quel determinato individuo. Il cuore ha una prevalenza di fibre simpatiche, quasi come se aves-se la funzione di una sorta di salvaguardia, volta a fare in modo che il cuore, in nessun caso, non corra il rischio di fermarsi.

 

Il range normale di frequenza cardiaca è tra 60 e 90 b/m.

Quando la frequenza cardiaca è < 60 b/m si ha bradicardia, quando  è > 90 si ha tachicardia. Talvolta il battito cardiaco diviene più frequente durante la inspi-razione rispetto alla espirazione; questo fenomeno è tipico degli adolescenti e si chiama 'aritmia sinusale'. Se i battiti sono molto al di sotto di 60 b/m o sopra i 90 b/m si va fuori dal range della normalità e si entra in quello della patologia.

 

QUALI SONO LE CAUSE CHE FAVORISCONO LA BRADICARDIA?

 

Il rallentamento della frequenza cardiaca al di sotto di 60 b/m in condizioni di riposo, viene definita bradicardia; le cause che possono provocare bradicardia sono nume- rose e possono essere raggruppate in tre categorie:

  • funzionali,
  • iatrogene,
  • organiche.

Le cause funzionali sono responsabili della bradicardia osservabile nelle persone bene allenate; in un soggetto sedentario, anche dopo poche settimane di un allena-mento con esercizi di resistenza (ciclismo, podismo,sci di fondo, nuoto di durata, etc.), è possibile osservare una ri-duzione della frequenza cardiaca di 8–10 b/m.Quando l' attività fisica diviene agonistica, è possibile raggiungere valori di frequenza cardiaca di 35–40 b/m o anche inferi- riori, valori che configurano la classica bradicardia dell’ atleta.

Fausto Coppi e Riccardo Filippi al Trofeo Baracchi del 5 novembre 1953.
Fausto Coppi e Riccardo Filippi al Trofeo Baracchi del 5 novembre 1953.

Un esempio di cuore di atleta è quello riscontrato nel ciclista Fausto Coppi, definito il campionis-simo del ciclismo degli anni '50. Coppi a riposo aveva una frequenza cardiaca di 32-40 b/m ed una capacità polmonare che superava i 7 litri. La sua notevole agilità muscolare e il suo eccezio-nale sistema cardio-respiratorio gli consentivano una resistenza allo sforzo eccezionale. Per queste singolari capacità,il grande atleta si aggiudicò per due volte il Tour de France (1949 e 1952) e per cinque volte il Giro d' Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953).

Per essere stato uno dei pochi ciclisti al mondo a vincere il Giro d'Italia e il Tour de France nello stesso anno, è  entrato nella storia del ciclismo. 

Nel dicembre del 1959, Fausto Coppi partecipò con alcuni ciclisti francesi, fra cui Raphaël Géminiani e Jacques Anquetil, ad una corsa ciclistica nell' Alto Volta, adesso Burkina Faso. Nei giorni successivi prese parte a una battuta di caccia nella boscaglia attorno a Ouagadougou, dove contrasse la malaria. Al ritorno in Italia fu assalito da una febbre assai elevata, con brividi e nausea. Il medico curante chiamò a consulto il primario dell' ospedale di Tortona, il quale decise per un immediato ricovero in ospedale. A Tortona giunse per un consulto medico un professore dell' Università di Genova. Essi ritendendo che si trattasse di una affezione batterico-virale praticarono una cura intensiva a base di antibiotici e cortisonici, ma ciononostante Coppi entrò in coma e morì il 2 gennaio 1960. In sintesi i  medici avevano sbagliato diagnosi, ritenendolo affetto da influenza più grave del consueto e non da malaria.

 

Un altro esempio di bradicardia estrema è quella riscontrata nell'atleta di 24 anni, Alex Schwazer, medaglia d'oro alle olimpiadi di Pechino del 2008 nella specialità 50 chilometri di marcia. Egli ha una frequenza cardiaca a riposo di 28 b/m.

Alex Schwazer, oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008,dove ha vinto il titolo nella 50 km di marcia stabilendo il record olimpico in 3h,37',09".
Alex Schwazer, oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008,dove ha vinto il titolo nella 50 km di marcia stabilendo il record olimpico in 3h,37',09".

In questi soggetti,in particolare in quelli che prati- cano sport di "resistenza",cioè sforzi moderati ma prolungati nel tempo e con contrazioni muscolari di tipo isotonico, si possono osservare oltre alla bradicardia sinusale, modificazioni elettrocardio-grafiche pseudo-patologiche. In particolare si può osservare un aumento dell'ampiezza del comples- so QRS e dell'onda T, a volte anche dell'onda P che può simulare un ingrandimento atriale. Può essere evidente anche un onda U. E' possibile osservare un lieve aumento della durata del QRS; non si osservano però modificazioni del tratto QTc. In alcuni casi è presente un blocco Atrio-Ventricolare di primo grado, un blocco di secondo grado di tipo Wenckebach, un blocco incompleto di branca destra; sono tutti fenomeni legati all' aumento del tono vagale e alla riduzione del tono simpatico. Alcune di queste modificazioni possono far sospettare l'ipertrofia del ventricolo sinistro; per la diagnosi differenziale bisogna ricordare che anche l'onda T nell'atleta è di grandi dimensioni (G. Borrello, Minerva Medica 1987). 

 

Cause iatrogene: esse comprendono il tratta- mento con betabloccanti e con calcioantagonisti non diidropiridinici;questi farmaci possono indurre elevate riduzioni della frequenza cardiaca,in parti- colare nel soggetto anziano; usualmente la bradi-cardia è asintomatica.

 

Cause organiche: quando la bradicardia è mar- cata < 30-40 b/m, è possibile che possa trattarsi di una malattia del tessuto di eccito-conduzione, che spesso è in relazione ad una ischemia miocar-dica di specifici rami delle coronarie. Se la bradi-cardia è associata a manifestazioni cliniche di bassa portata, cioè se è sintomatica per perdita di coscienza o per crisi lipotimiche o se è resistente ai farmaci vagolitici come l'atropina, o se compare in concomitanza di aritmie importanti come l' extrasistolia e la tachicardia ventricolare, deve essere posta l'indicazione all'impianto di uno sti-molatore elettrico (pacemaker), che può essere, a seconda dei casi, temporaneo o definitivo.

Il Pacemaker, dall'inglese  "segna-ritmo",è un apparecchio capace di stimolare elettrica- mente la contrazione del cuore quando questa non viene garantita  in maniera normale dal tessuto di eccito-conduzione del cuore.
Il Pacemaker, dall'inglese "segna-ritmo",è un apparecchio capace di stimolare elettrica- mente la contrazione del cuore quando questa non viene garantita in maniera normale dal tessuto di eccito-conduzione del cuore.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
Palestra.

 

Palestra
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