Anfora  panatenaica  con  gara  di  corsa tra giovani.  450 - 425 aC. Bologna, Museo civico Archeolo- gico.
Anfora panatenaica con gara di corsa tra giovani. 450 - 425 aC. Bologna, Museo civico Archeolo- gico.

UTILITA'  DELLA ATTIVITA' FISICA REGOLARE 

Vi sono evidenze scientifi- che che l'attività fisica ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di numerose patologie tra le quali le ma- lattie cardiovascolari, il dia- bete mellito, l’ipertensione arteriosa, l'obesità, le ma-lattie neoplastiche, etc. In generale l'attività fisica viene considerata uno strumento idoneo per ga-rantire il benessere fisico degli individui, ma i be-nefici ottenuti con l'esercizio fisico non sono solo limitati a livello fisico, ma si estendono anche a livello psicologico ("mens sana in corpore sa-no")*. Per godere degli effetti dell' attività fisica è necessario modificare lo stile di vita, inserendo quotidianamente una regolare e intensa attività fisica. L'attività fisica più fisiologica da adottare tutti i giorni o almeno 3 per volte alla settimana deve essere prevalentemente di tipo aerobico.     Esempi di attività aerobica sono:

  • il camminare a passo svelto,
  • il jogging (corsa lenta),
  • la bicicletta,
  • la danza,
  • la canoa,
  • lo sci di fondo,
  • il nuoto, etc.

Tra tutte le attività fisiche, il camminare è una pratica che viene accettata e utilizzata volentieri dai soggetti di tutte le età, sia maschili che femminili.

 

COME SI APPLICA IL CONSIGLIO ALLA PRATICA DELL'ATTIVITA' FISICA?

 

Si mette in pratica suggerendo ad esempio ad andare al lavoro camminando velocemente a piedi, salendo e scendendo le scale a piedi, etc.

In Svezia si legge: "Non usate l' ascensore, consumerete scarpe e scale, ma risparmierete energia elettrica e aiu- terete il vostro cuore". 

Modificando lo stile di vita  sedentario, con una adeguata attività fisica, si pongono le basi per un' azione fisiologica benefica sul circolo e sulla funzione respiratoria e conte-stualmente si riduce il rischio di eventi cardiovascolari.

Secondo lo slogan della campagna organizzata qualche anno fa dall’Organizzazione mondiale della sanità, per stare bene occorre percorrere almeno 10.000 passi al giorno. Il conteggio va fatto nell’arco della giornata, cioè dal mattino fino alla sera e corrisponde a  percorrere dai 6 ai 7 km al giorno.

Il consumo calorico per questa attività fisica è pari a 4-5 Kcal\minuto).

In base al numero di passi percorsi al giorno distin-guiamo i soggetti.

  • in molto attivi,
  • attivi,
  • abbastanza attivi,
  • poco attivi.

Se i passi percorsi al giorno sono < 5.000 il soggetto de- ve essere classificato come sedentario.

Per stare bene in salute bisogna porcorrere almeno 10.000 passi al giorno.
Per stare bene in salute bisogna porcorrere almeno 10.000 passi al giorno.


QUALE E' IL DISPENDIO ENERGETICO DELLE VARIE ATTIVITA' ?    

La corsa lenta, la bicicletta, il nuoto, le attività in palestra, la cyclette,il vogatore,il tapis roulant determinano un con-sumo calorico pari a 6-8 Kcal al minuto. 

Le attività con un dispendio energetico più elevato com- prendono:

  • il tennis,
  • la voga,
  • la corsa,
  • il tennis da tavolo,
  •  lo sci.

Il consumo energetico per tali attività è dell'ordine di 8- 12 Kcal/min e più, a seconda del grado di intensità, con cui l' esercizio viene praticato.

Il training fisico ha fruitori di qualunque età e sesso in quanto offre la possibilità di modulare il carico e l’inten- sità a seconda del soggetto e gli obiettivi che si prefigge. L'intensità, intesa come frequenza percentuale della massima frequenza cardiaca raggiunta al test da sforzo, può andare dal 50 al 90%; una intensità pari al 50-60% è sufficiente per mantenersi in forma.

Per un allenamento di tipo sportivo, bisogna intervenire, in modo organizzato, verso la pratica sportiva, così da prepararsi in modo adeguato alle specifiche gare.

I livelli di intensità assai elevati sono utili per alcune ca-tegorie di atleti o quando si ha l' obiettivo di migliorare le prestazioni anaerobiche (vedi tabella sottostante). Il con-testo in cui gli allenamenti si possono sviluppare sono le palestre, i fitness club, gli spazi all’aria aperta come parchi e giardini.

Alcuni studi epidemiologici hanno dimostrato che per ot-tenere vantaggi maggiori sulla riduzione del rischio car- diovascolare e per incrementare in modo significativo la capacità funzionale, l'attività fisica deve essere spinta fino a livelli di sforzo elevati, cioè fino a livelli di sforzo poco inferiore alla soglia massima tollerata (vedi ad esempio lo studio Svedese su 7142 soggetti di età tra 47 e 55 anni).

----------------------------------------------------------------------------Nella pratica è buona regola non raggiungere livelli di sforzo che non siano ben tollerabili, specialmente se essi inducono disturbi soggettivi.
Questo consiglio deve essere adottato in particolare quando il soggetto è reduce da un evento cardiova-scolare e se di recente non è stato sottoposto ad un controllo cardiologico e ad un test da sforzo.
 
DEFINIZIONI DELL' ESERCIZIO FISICO:

 

1.SECONDO L'ASPETTO MECCANICO DELLA CON- TRAZIONE MUSCOLARE L'ESERCIZIO VIENE DI- STINTO IN:
.esercizio dinamico: che  è   caratterizzato da   ritmi-che contrazioni muscolari con ampi movimenti articolari e modificazioni della loro lunghezza, ma con modesto sviluppo di forza muscolare; esempio corsa lenta, cicli-smo, etc; 
.esercizio statico: che è caratterizzato da contrazioni muscolari che inducono piccole variazioni della lunghez- za muscolare, con minime escursioni articolari, ma con sviluppo di  una notevole forza muscolare; esempio il sol- levamento pesi.     

                          
2. SECONDO L'ASPETTO METABOLICO L'ESERCIZIO VIENE DISTINTO IN:
.esercizio aerobico: che è caratterizzato da un impe-gno muscolare che utilizza l'energia fornita estempo-raneamente dai sistemi di trasporto cioè dall'apparato cardiorespiratorio: esempio la corsa, il nuoto, sci, nuoto di fondo, etc, che favoriscono il miglioramento del fun-zionamento di tutto il sistema cardiocircolatorio; anche se lo sforzo non è massimale il dispendio energetico è enor-me: i muscoli consumano per primo le riserve di zuc-chero e poi consumano animoacidi e grassi provenienti dal fegato e dai tessuti adiposi; in particolare il nuoto è una disciplina completa e ricca di benefici. Essi com-pendono un rafforzamento della muscolatura e il mi-glioramento della capacità cardiovascolare. Nuotando in-fatti si esegue un lavoro muscolare prevalentemente ae-robico e questo induce indubbi vantaggi a livello del sistema cardiocircolatorio.

Federica Pellegrini, nuotatrice italiana specializzata nello stile libero, dove è primatista mondiale in carica nei 200 m ed europea nei 400 m. Nata a  Mirano nel 1988. Medaglia D'oro: Nuoto ai Giochi della XXIX Olimpiade 200 m stile libero femminile..
Federica Pellegrini, nuotatrice italiana specializzata nello stile libero, dove è primatista mondiale in carica nei 200 m ed europea nei 400 m. Nata a Mirano nel 1988. Medaglia D'oro: Nuoto ai Giochi della XXIX Olimpiade 200 m stile libero femminile..

.esercizio anaerobico: che è caratterizzato da un im-pegno muscolare con intensità tale da superare la ca-pacità di trasporto di ossigeno da parte del sistema cardiocircolatorio, per cui  il metabolismo è di tipo anae-robico con consumo delle loro riserve di zuccheri e con produzione di acido lattico; esempio di esercizio anaero-bico è  la corsa dei 200 metri, il ciclismo su pista, il sollevamento pesi, etc.

Questo tipo di attività fisica non solo favorisce una iper-trofia (accrescimento delle cellule muscolari) o una iper-plasia (aumento di numero della cellule), ma un migliore rapporto tra percentuale di massa magra e massa grassa, rafforzamento generico, una buona proporzione nelle dimensioni dei vari distretti muscolari, a cui conse-gue un miglioramento posturale.

 

In sintesi i benefici indotti dall'allenamento con i pesi so-no molti:

  • miglioramento della prestazione sportiva;
  • incremento della forza;
  • aumento della resistenza muscolare;
  • rafforzamento dei tendini e legamenti         (tessuto connettivo);
  • strutturando l'allenamento ad elevate ripetizioni    con tempi di recupero brevi e carichi medio/ bassi) si ottiene un miglioramento dell'apparato cardiovascolare: maggior volume della gittata sistolica, riduzione della frequenza cardiaca          e della  pressione a riposo;
  • miglioramento apparato scheletrico;
  • miglioramento dell'apparato respiratorio (rafforzamento dei muscoli respiratori);
  • miglioramento del sistema nervoso;
  • attraverso lo stretching miglioramento             della mobilità articolare;
  • potenziamento del sistema circolatorio
  • miglioramento delle capacità propriocettive          e coordinative;
  • miglioramento dell'aspetto estetico.
Lidia Valentín Pérez, sollevatrice di pesi spagnola.Nata nel  1985 a Ponferrada, Spagna. Altezza: 1,69 m Peso: 74 kg.
Lidia Valentín Pérez, sollevatrice di pesi spagnola.Nata nel 1985 a Ponferrada, Spagna. Altezza: 1,69 m Peso: 74 kg.

.esercizio aerobico-anaerobico come: calcio, palla-volo, pallacanestro, arti marziali, scherma, tennis, etc. Si caratterizza per l'alternarsi di fasi aerobiche, di fasi anae-robiche e di fasi di riposo. Il calcio ad esempio è una specialità sportiva ad impiego misto, aerobico-anae-robico; in effetti durante tutta la partita si susseguono in modo irregolare sforzi di elevata intensità che durano so-lo pochi secondi e fasi di corsa a bassa intensità.

Michela Franco, nata nel 1992 a Mathi (Torino),calciatrice di origine calabrase che giuo-ca nella squadra della Juventus.
Michela Franco, nata nel 1992 a Mathi (Torino),calciatrice di origine calabrase che giuo-ca nella squadra della Juventus.

FONTI ENERGETICHE E LAVORO MUSCOLARE

 

Per attivare l’apparato locomotore, i muscoli devono di-sporre di energia. Questa è immagazzinata sotto forma di legami chimici ad alto potenziale in un nucleotide chia-mato acido Adenosintrifosfato (ATP). L’ATP, che si trova depositato nei muscoli in minime quantità, dopo aver li-berato l’energia per l’ attivazione muscolare, deve essere continuamente ricostituito in quanto soltanto l’ATP può essere utilizzabile dai muscoli come combustibile.

 

Il compito di ricostituire l’ATP viene assolto da fonti ener-getiche collaterali, il cui compito consiste nel mettere a disposizione i rispettivi substrati energetici e i sistemi en-zimatici, al fine di tenere sempre integre le riserve di energia utile per la contrazione muscolare.

 

Quanto più substrati organici sono disponibili, più a lungo è possibile riformare ATP; inoltre anche che se la richie-sta energetica è relativa a sforzi molto intensi, diviene oltremodo importante che i tempi nei quali i substrati ven-gono trasformati in energia di resintesi, siano quanto più possibile brevi.

 

Pertanto per ogni processo energetico si identificano la CAPACITA’ e la POTENZA.

 

La CAPACITA' indica la quantità di substrato disponibile, mentre la quantità di substrato trasformato in energia di resintesi nell'unita' di tempo, viene chiamata POTENZA della fonte energetica.

 

Le fonti energetiche a loro volta si dividono in:

 

-AEROBICA(per esercitazioni medie di lunga durata);

 

-ANAEROBICA ALATTACIDA(per esercitazioni esplosi-ve);

 

-ANAEROBICA LATTACIDA(per esercitazioni intense di breve durata).

 

Nel caso dell'attività di resistenza interesserà pertanto comprendere i meccanismi bioenergetici della fonte aero-bica e della fonte anaerobica lattacida; quindi è ne-cessario approfondire i concetti di Capacità e Potenza Aerobica, e di Capacità e Potenza Lattacida a seconda che le fonti energetiche stimolate, siano esse Aerobica o Lattacida.

 

EFFETTO DELL’ ACIDO LATTICO SUL LAVORO MU-SCOLARE

 

L’Acido Lattico (LA) è un metabolita del muscolo che è prodotto dall’idrolisi anaerobica del glicogeno. Si forma per fermentazione dell’ Acido Piruvico in presenza dell’ enzima specifico Latticodreidrogenasi.

 

Basse concentrazioni di LA si formano già fin dall’inizio di una qualsiasi attività fisica, anche se la sua presenza più importante è determinata durante l'esecuzione di un e- sercizio strenuo che duri almeno 30- 40 secondi.

 

La presenza di questa sostanza, altera l’ambiente cel-lulare dove il sarcomero opera, rendendo difficile la con-trazione muscolare, di conseguenza si riduce l’efficienza del muscolo fino a renderne impossibile la continuazione del lavoro.

Gli ioni idrogeno (H+) dell’ acido lattico, antagonizzando gli ioni calcio (Ca++), la cui presenza nel sarcomero fa-vorisce la realizzazione dei ponti actomiosinici,  inibisco-no progressivamente nel corso di una esercitazione strenua o di medio-alta intensità, la contrazione musco-lare fino all’ arresto vero e proprio dell’ attività.

L’acido lattico prodotto, alla cessazione dell'attività mu-scolare, durante la fase di recupero, diviene un precur-sore del glicogeno, in quanto viene riconvertito in tale so-stanza percorrendo a ritroso la reazione che ne ha deter-minato la sua formazione.

In conclusione in caso di un intenso sforzo fisico ven-gono utilizzati dapprima i depositi di ATP, presenti nei muscoli. Essi però possono procurare energia soltanto per un brevissimo tempo. Con l’esaurimento del deposito ATP vengono utilizzati anche i depositi di Creatinfosfato. I depositi dei fosfati ricchi di energia (pool dei fosfati), possono consentire al massimo 20” di lavoro intenso. Con l’inizio dello sforzo vengon sollecitate anche le richieste energetiche a carico della glicolisi.Essa rag-giunge il suo massimo dopo 40”-50” e poi viene sempre meno interessata all’erogazione energetica. Le erogazio-ni ossidative a mano a mano divengono sempre più im-portanti e infine rappresenano la fonte fondamentale ed esclusiva dell’energia durante l'attività muscolare.

 

Durata e qualità della prestazione sportiva e metabolismo utilizzato

Adattamenti cardiovascolari

Gli adattamenti cardiovascolari ad un prolungato allena-mento sportivo caratterizzano il "cuore d'atleta". Esso va-ria a seconda del genotipo, dell'età, dell'epoca di inizio dell'attività sportiva, ma principalmente dal tipo e dall' intensità dell' attività fisica.

 

I principali tipi di allenamento (isotonico-dinamico e isometrico-statico) inducono specifici adattamenti cardiovascolare:

.il lavoro muscolare di tipo isotonico-dinamico aerobico determina una graduale riduzione delle resi-stenze arteriose sistemiche ed un aumento della portata cardiaca. Il ventricolo sinistro mostra un aumento delle dimensioni endocavitarie con un minore aumento dello spessore delle pareti, con sviluppo di una ipertrofia eccentrica per sovraccarico volumetrico;

PERTROFIA ECCENTRICA riguarda gli atleti aerobici, di resistenza, nei quali il ventricolo sinistro aumenta il suo volume interno e lo spessore delle sue pareti, assumendo una forma tondeggiante;
PERTROFIA ECCENTRICA riguarda gli atleti aerobici, di resistenza, nei quali il ventricolo sinistro aumenta il suo volume interno e lo spessore delle sue pareti, assumendo una forma tondeggiante;

.il lavoro muscolare prevalentemente isometrico-statico anaerobico induce un incremento delle resisten-ze periferiche e del post-carico. Queste condizioni emo-dinamiche inducono un aumento della massa miocardica in particolare aumentano gli spessori delle pareti, per cui si sviluppa una ipertrofia concentrica;

A sinistra una sezione di cuore normale. A detra un cuore ipertrofico: si osserva che le pareti del ventricolo sinistro sono aumentate di spessore  e il volume intermo del ven-tricolo è ridotto.
A sinistra una sezione di cuore normale. A detra un cuore ipertrofico: si osserva che le pareti del ventricolo sinistro sono aumentate di spessore e il volume intermo del ven-tricolo è ridotto.

 

.nella maggioranza dei casi le attività sportive sono di tipo misto e cioè con attività che si alternano tra momenti in cui l’attività induce un sovraccarico pressorio e momenti in cui l’attività induce un sovraccarico volumetrico. In questi  casi si sviluppa una ipertrofia ven-tricolare sinistra con caratteristiche intermedie tra i due modelli estremi.

 

Nei programmi di attività fisica sia per i soggetti sani di ogni età e sia per molti pazienti con patologie croniche comprese le malattie cardiovascolari, le linee guida raccomandano l' inclusione di esercizi di sollecitazione alla forza. Usualmente per migliorare le prestazioni car- diovascolari nei programmi di riabilitazione viene pre- scritta soltanto un' attività di tipo aerobico (Endurance exercise), mentre per migliorare la forza muscolare de- vono essere prescritti esercizi di allenamento alla forza (Resistance exercise).

Sia l' allenamento aerobico che l' allenamento alla forza sono in grado di determinare una serie di effetti favorevo- voli, di cui alcuni sono in comune ed altri sono peculiari.

 

L'allenamento aerobico è più efficace per migliorare il massimo consumo di O2 e le variabili emodinamiche ad esso correlate ed inoltre per modificare i fattori di rischio coronarico.

L' allenamento alla forza sviluppa maggiormente la mas- sa e la forza muscolare; fa aumentare il metabolismo basale; favorisce l'autonomia e aiuta a prevenire le ca- dute in particolare nel paziente anziano. Questa attività che coinvolge sia la parte superiore che quella inferiore del corpo, risulta particolarmente utile nel paziente an- ziano, debilitato. Con meccanismi diversi tutte e due i tipi di attività fisica migliorano la densità ossea, la tolleranza al glucosio e la sensibilità all' insulina.

 

Per il controllo del peso corporeo sono utili sia l' esercizio aerobico che induce un aumento del consumo di calorie, sia l'esercizio isometrico, che comporta un maggiore consumo calorico attraverso l'aumento della massa magra e l'aumento del metabolismo basale.

In conclusione gli esercizi di sollecitudine alla forza devo- no far parte dei programmi di prevenzione cardiaca pri- maria e secondaria in particolare nei cardiopatici con co- morbilità croniche come l'osteoporosi, lombalgie, obesi- tà,ipotrofia muscolare, diabete, disturbi dell'equilibrio,etc.

Tutte e due i tipi di esercizio inducono una serie di effetti favorevoli di cui alcuni sono in comune ed altri sono peculiari; vedi la seguente tabella:

Effetti su alcuni parametri fisiologici dell'attività fisica aerobica (A) e di sollecitazione alla forza (F).
Effetti su alcuni parametri fisiologici dell'attività fisica aerobica (A) e di sollecitazione alla forza (F).

 

EFFETTI DELL'ATTIVITA' FISICA SULLA MORTALITA'

Uno studio su un campione di adulti inglesi ha valutato l’ associazione tra specifici tipi di attività fisica e mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari.

Sono stati valutati 3.038 partecipanti con diabete, di essi al follow-up sono morti 675 pazienti.

I soggetti avevano basalmente un' età  ≥ 50 anni e sono stati seguiti per una media di 75,2 mesi per valutare la mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari. E' stata osservata un’ associazione inversa tra i livelli di attività fisica e la mortalità per tutte le cause. Rispetto ai soggetti inattivi, quelli che praticavano un' attività fisica moderata, ma inferiore ai livelli raccomandati, e quelli che praticavano attività fisica ai livelli raccomandati, avevano un rischio del 26% (95% CI 39-11) e del 35% (95% CI 47-21) più basso di mortalità per tutte le cause, rispettivamente.

Lo sport e l’ esercizio fisico sono risultati inversamente associati con una mortalità per tutte le cause, ma non per quella cardiovascolare. Comunque, l’attività fisica è associata con una migliore prognosi nei soggetti adulti diabetici. Diabetes Care 2014; 37 (4): 1016-1023.

 

Attività fisica negli anziani                               Anche gli anziani che svolgono attività fisica hanno un minor rischio di andare incontro ad un Infarto del miocardio e ad eventi quali la mortalità cerebro-cardio-vascolare; inoltre una buona attività fisica è associata ad una minore incidenza di insufficienza cardiaca. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordi-nati dal Prof Patel della University dell'Alabama (USA). In letteratura è poco noto su quali siano i livelli di attività fisica necessari per la prevenzione di insufficienza car-diaca e/o di altri eventi cardiovascolari nella popolazione anziana. Questi ricercatori hanno studiato i 5.503 par-tecipanti al Cardiovascolar Health Study, di età ≥ 65 anni, privi di Insufficienza cardiaca all’ arruolamento (73 ±6 anni, 58% donne e 15% neri americani. Una valuta- zione settimanale dei MET consumati durante l' attività fi-sica è stata utilizzata per classificare i partecipanti in 4 gruppi di attività fisica:

1. inattivi (0 MET-minuti, n = 489, di riferimento),

2. bassa (1-499, n = 1.458),

3. medio (500-999, n = 1.086),

4. alta ( ≥ 1.000; n = 2.470).

I partecipanti avevano una età media di 73 ± 6 anni, il 58% erano donne e il 15% afro-americani. Durante i 13 anni di follow-up, episodi di insufficienza cardiaca si sono verificati nel 26%, 23%, 20% e il 19% dei partecipanti, rispettivamente senza, attività bassa, media e alta fisica (trend p < 0,001). Confrontati agli anziani inattivi, corretto il dato per età, sesso, razza, gli episodi di insufficienza cardiaca associati a bassa, media e alta attività fisica erano 0,87 (0,71-1,06, p = 0,170), 0,68 (0,54-0,85 p = 0,001) e 0,60 (0,49-0,74, p <0,001), rispettivamente (trend p < 0,001).Solo una alta attività fisica aveva una significativa associazione indipendente con un minor ri-schio di eventi di insufficienza cardiaca (HR, 0,79, 95% CI, 0,64-0,97, p = 0,026). Tutti i livelli di attività fisica ave- vano una significativa associazione indipendente con un basso rischio di infarto acuto del miocardio e di mor- talità cerebro-cardiovascolari. Int J Cardiol. 2013: S0167- 5273 (12) 01682-8                                      

===========================================La sedentarietà favorisce alcune condizioni morbose come ipertensione arteriosa, obesità, diabete di tipo II, cancro del colon, osteoporosi etc. Uno studio di qualche anno fa, ha mostrato che la spesa per queste malattie è assai elevata. 

Secondo uno studio pubblicato su Circulation: heart failure, oltre 1 ora  giornaliera di esercizio fisico mode- rato o 1/2 ora di attività intensa riducono di quasi la metà il rischio di andare incontro a scompenso cardiaco, ma-lattia invalidante responsabile di circa il 2% dei costi sa-nitari nei paesi industrializzati. Per arrivare a queste con-clusioni i ricercatori, coordinati da Kasper Andersen dell’ Università di Uppsala in Svezia, hanno studiato 39.805 persone tra 20 e 90 anni all’ ingresso nello studio e cioè nel 1997,senza scompenso cardiaco.I risultati hanno mo-strato che i soggetti più attivi avevano un minore rischio di avere una insufficienza cardiaca. Il ricercatore ha ribadito che l’ attività fisica è risultata vantaggiosa sia per gli uomini che per le donne. In particolare chi svolgeva almeno 1 ora di esercizio moderato o 1/2 ora di una attività vigorosa aveva il 46% di probabilità in meno di sviluppare scompenso cardiaco rispetto ai più seden- tari.                                                                              Nello studio hanno sviluppato uno scompenso cardiaco le persone anziane, di sesso maschile, con basso livello di istruzione, con un più elevato indice di massa cor-porea e un aumentato rapporto vita-fianchi e una storia passata di attacchi di cuore, diabete e di elevati valori di pressione arteriosa e di colesterolemia. Per avere bene-fici dall' attività fisica non è necessario fare il maratoneta ma basta un esercizio moderato ma costante, come an-dare a piedi, in bicicletta o andare su e giù per le scale e questo per contrastare lo stile di vita sedentario dei paesi occidentali che propongono molti tipi di trasporto alter-nativo rispetto al cammino. Infatti in molti edifici è addi-rittura difficile trovare le scale, per non parlare del ruolo che giuoca sulla sedentarietà la televisione e i computers .Anche se la relazione tra scompenso di cuore ed eserci-zio fisico resta da approfondire, questi risultati ribadisco-no l'importanza dell’attività fisica costante negli adulti, confermando le raccomandazioni dell'American Heart Association, che consigliano almeno 150 minuti setti-manali di attività fisica moderatamente intensa. Vicever-sa, per chi deve ridurre pressione arteriosa e l’ipercole-sterolemia l'AHA raccomanda 40 minuti di attività per 3-4 volte alla settimana. Circ Heart Fail.2014 Sep;7(5):701-8.

 

Roma, 16 nov. (AdnKronos Salute)

Oltre il 32% degli italiani è da considerarsi seden-tario, condizione che rappresenta uno dei mag-giori fattori di rischio per la salute; inoltre la per-cezione soggettiva del livello di attività fisica pra-ticata non sempre corrisponde a quella effetti-vamente svolta: almeno 1 sedentario su 5 perce-pisce come sufficiente il proprio impegno motorio quotidiano. Per rispondere a questa tendenza e promuovere la diffusione della cultura del rego-lare svolgimento dell'attività sportiva e fisica, il ministero della Salute, l'Istituto superiore di sani-tà ed il Comitato olimpico nazionale hanno deciso di avviare una comune campagna di comunicazio-ne intitolata "Salute, sport e movimento fisico".

I BENEFICI DELL' ATTIVITA' SONO MOLTEPLICI E COMPRENDONO UN' AZIONE ANTIATEROSCLEROTICA, ANTISCHEMICA, ANTITROM-BOTICA E ANTIARITMICA.
I BENEFICI DELL' ATTIVITA' SONO MOLTEPLICI E COMPRENDONO UN' AZIONE ANTIATEROSCLEROTICA, ANTISCHEMICA, ANTITROM-BOTICA E ANTIARITMICA.

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Nel mondo occidentale, compresa l'Italia,la sedentarietà dilaga ela pigrizia è sempre di buona compagnia (Homer Simpson è uno dei protagonisti della serie televisiva a car- toni animati statunitense "I Simpson").
Nel mondo occidentale, compresa l'Italia,la sedentarietà dilaga ela pigrizia è sempre di buona compagnia (Homer Simpson è uno dei protagonisti della serie televisiva a car- toni animati statunitense "I Simpson").

Al contrario la sedenta- rietà   si associa ad un au- mento dello stress ossida- tivo e ad un incremento dello stato proinfiammato- rio sistemico,per cui la pro-babilità di avere una di- sfunzione endoteliale, con tutte le sue conseguenze, è assai frequente.

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Malgrado esistano numerose evidenze sugli effetti positivi dell' attività fisica, la sedentarietà, anche fra i giovani, ha una prevalenza assai elevata; questo dato è allarmante in quanto, è stato os-servato che ad essa sono legate numerose pato-logie come l’obesità (considerata dagli epidemio-logi come una vera e propria malattia), l’ iperten-tensione arteriosa, il diabete mellito (condizioni che favoriscono le malattie celebrocardio-vasco-lari), il cancro e l' osteoporosi. 

Alla sedentarietà sono legate numerose patologie come l'obesità, l'ipertensione arte-riosa, il diabete mellito, etc.
Alla sedentarietà sono legate numerose patologie come l'obesità, l'ipertensione arte-riosa, il diabete mellito, etc.

È dunque necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del ruolo che copre l’attività fisica come strumento di prevenzione delle malattie cronico-degenerative ma anche come strumento per migliorare la qualità di vita. Dal punto di vista pratico bisogna educare tutti gli adulti alla pratica di un' attività fisica di moderata intensità ma continuativa, mentre i giovani e in par-ticolare i giovanissimi devono essere educati a scegliere e adottare in modo costante la pratica di un'attività spor-tiva più impegnativa.

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IN SINTESI L' ESERCIZIO FISICO:

.migliora la resistenza allo sforzo;
.consente di consumare calorie;
.facilita il controllo del peso corporeo;
.riduce la percentuale del grasso addominale;

.aumenta il livello di colesterolo-HDL (colesterolo “buono”);
.riduce il livello di trigliceridi;
.riduce il rischio di malattie croniche come il diabe-te mellito e le malattie cardiovascolari;
.riduce i valori di pressione arteriosa;
.riduce il rischio di tumore del colon;
.migliora la densità dell’ osso, riducendo l'inciden-za di  osteoporosi (particolarmente quando si cam-mina);
.riduce i sintomi della depressione.

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*L'espressione "Mens sana in corpore sano" (mente sa-na in un corpo sano) viene attribuita al poeta latino De-cimo Giunio Giovenale (nato tra il 55-60 dopo Cristo e deceduto dopo il 127). Secondo Giovenale l'uomo do-vrebbe aspirare a 2 beni in particolare, la sanità dell' anima e la salute del corpo, per cui queste dovrebbero essere le uniche richieste da rivolgere alla divinità («Orandum est ut sit mens sana in corpore sano»).

Ai nostri tempi alla frase viene attibuito un significato di- verso e cioè che per aver sane le facoltà della mente, bi- sogna aver sane anche quelle del corpo. "Mens sana in corpore sano" è il motto del C.U.S. (Centro Universitario Sportivo) dell' Università degli Studi di Siena, di Pisa, etc.

Numerosi studi hanno dimostrato che in tutte le perso- ne vi è una stretta correlazione tra capacità fisica e ca- pacità attentive e mnemoniche. Howard Taras (2005), nella sua relazione "Physical Activity and Student Perfor- mance at School" ha dimostrato che gli studenti, fisica- mente attivi, presentano una maggiore attenzione duran- te le lezioni rispetto agli studenti sedentari. Lisa Flook et Al dell'University of California di Los Angeles hanno con- statato che dal punto di vista psicologico, individui fisica- mente attivi riferiscono alti livelli di autostima e più bassi livelli di ansia,che sono stati entrambi associati ad un mi-gliore rendimento accademico.

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
Palestra.

 

Palestra
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