IL SALE IN ECCESSO

 

E' NOCIVO ALLA SALUTE

 

 L'uomo da sempre ha ecceduto nella assunzione di sale e il suo consumo è andato via via aumentando non solo per la gradevolezza del suo sapore, ma anche per il suo diffuso utilizzo nell'industria delle conserve ali-mentari. Se assunto in eccesso, il sale è nocivo alla no-stra salute. Perché?

Anatomia di un rene normale.
Anatomia di un rene normale.

Per una persona in salute l' assunzione di eccessive quantità di sale non è un problema. Alla lunga ed in particolare quando la fun-zionalità del rene comincia a ridursi, l'assunzione di eccessive quantità di sale predispone l' individuo all' ipertensione e alla riten-zione idrica. In altri termini quando il rene non è ca-pace di smaltire in toto il sale assunto con gli ali-menti, può comparire un accumulo di liquidi che so-vraccarica il circolo, che favorisce l' insorgenza di alcune malattie in particolare di quelle di cui l' individuo ha spe-cifiche predisposizioni.

In particolare un eccessivo consumo di sale può essere responsabile di malattie come:

  • IPERTENSIONE ARTERIOSA

Alcune popolazioni primiti- ve come quelle della nuo-va Guinea, delle isole Sa-lomone, del Sud America e dell' America Centrale, che fino ad alcuni anni fa disponevano di poco sale, erano immuni da iperten-sione arteriosa. Mentre al-cuni paesi altamente civi-lizzati come il Giappone dove la dieta media com-prende un elevato conte-nuto di sale, presenta una alta incidenza di iperten-sione arteriosa e di ictus cerebri.  Tutto inizia con la riten-zione di liquidi, la quale  si associa ad un' abnorme elevazione dei valori pressori, a cui si accompagna un incremento del rischio di sviluppare malattie dei vasi sanguigni (arterie del cervello, delle coronarie, dei reni, della retina, dei vasi periferici, etc) e del cuore (scom-penso cardiaco).

Sono ormai numerose le evidenze che hanno dimostrato che le diete che comprendono elevate quantità di cloruro di sodio sono associate ad una elevata incidenza di malattie cardiovascolari. Un esempio proviene da uno studio che ha dimostrato che una dieta che comprenda un introito di sale > 5 g al giorno, causa un aumento del rischio del 27% di ictus cerebri o di malattie a carico del cuore.

La conferma proviene da un altro studio (il Third National Health and nutrion Examination Survey Liked Mortality File) che è stato condotto dal 1988 al 2006 in modo pro-spettico su 12.267 adulti americani e che ha analizzato l' incidenza di mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per cardiopatia ischemica. Durante un periodo di follow-up medio di 14,8 anni sono stati do-cumentati 2.270 morti, di cui 825 per malattie cardiova-scolari e 443 per cardiopatia ischemica. Le analisi sta-tistiche hanno mostrato che un'assunzione di sale più elevata è associata ad un incremento di mortalità per tutte le cause, al contrario una più alta assunzione di potassio è associata ad una rischio minore di mortalità. Questi dati confermano che un più elevato rapporto Na/K si associa ad un significativo rischio di malattie cardio-vascolari e di mortalità per qualsiasi causa (Arch Intern Med 2011; 171 (13): 1183-1191). In sintesi numerosi studi epidemiologici suggeriscono che una maggiore assunzione di sale e una minore assunzione di potassio (K) sono associate ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

 

  •  OSTEOPOROSI

 

L' eccesso di sale favorisce l' escrezione renale del calcio, di cui le diete usuali non sono capaci di fornirne un adeguato apporto.

L'osso osteoporotico ha una ridotta massa minerale e un deterioramento microstruttura-le del tessuto osseo, con aumento della fragilità ossea e rischio di fratture.
L'osso osteoporotico ha una ridotta massa minerale e un deterioramento microstruttura-le del tessuto osseo, con aumento della fragilità ossea e rischio di fratture.

Il calcio come è noto è un minerale essenziale per le ossa e una sua carenza contribuisce ad aumentare significativamente il rischio di osteoporosi.

 . OBESITA'

E' provato che l' eccesso di sodio è tra le principa-li cause di insorgenza di cellulite e di adiposità lo-calizzate.
E' provato che l' eccesso di sodio è tra le principa-li cause di insorgenza di cellulite e di adiposità lo-calizzate.

Consumare di fre- quente cibi salati signi- fica correre il rischio di incrementare il peso corporeo. Anche se il sale non contiene ca- lorie, stimola però il senso della sete che spesso è soddisfatto con l'assunzione di be- vande zuccherate o al- coliche. In questo caso è facile assumere ca-lorie in eccesso (ad esempio una bottigliet-ta di una bibita di 330 ml corrisponde all' as-sunzione di circa 50-150 kcal).

 

L'apporto di sale nella dieta va assolutamente ridotto in presenza di malattie quali l' insufficienza renale,  la cirrosi e lo scompenso cardiaco. Queste malattie si ca-ratterizzano da un un  aumento sensibile della ritenzione di sodio per un  alterato meccanismi di eliminazione renale.

A proposito dello scompenso cardiaco alcuni ricercatori coordinati da T. Sadanaga ed Altri dell' Ueki Hospital, Kumamoto in Giappone, hanno valutato l'ipotesi che il livello di BNP, come marker obiettivo di insufficienza car- diaca, è associato all'assunzione di sale in pazienti con insufficienza cardiaca. Sono stati arruolati 113 pazienti consecutivi con una lieve insufficienza cardiaca compen- sata (di età 77 ± 10 anni, di essi 49% erano maschi e 51% femmine). L’ apporto dietetico di sale è stato stimato in funzione della concentrazione di sodio e creatinina nelle urine utilizzando campioni spot. Il BNP è stato mi-surato al momento della raccolta delle urine ed è stata valutata la relazione tra le variazioni percentuali dei livelli di BNP (ΔBNP%) e le variazioni nella secrezione stimata di sale al giorno (ΔNaCl) durante il follow-up. Basalmente il BNP medio era di 150 (intervallo inter-quartile: 83-263) pg/ml e l' escrezione stimata di sale al giorno era 162 ± 45 mmol/die. E' stata osservata una correlazione positiva tra la % di ΔBNP e di ΔNaCl (r = 0.61, p<0.01). L'analisi di regressione multipla ha rivelato che la % di ΔBNP era associata con la % di ΔNaCl (p<0,01), ma non con le variazioni della pressione arteriosa sistolica e il peso corporeo. B-type Natriuretic Peptide Levels Are Decrea-sed by  Reducing Dietary Salt Intake in Patients with Compensated Heart Failure with Preserved Ejection Fraction. Sadanaga T, et Al.  Internal Medicine Journal, 2012. Royal Australasian College of Physicians.

Al congresso dell' American Society of Hypertension (San Francisco 6-9 maggio 2009) è stato presentato uno studio che ha stimato che, se negli Stati Uniti l' introito di sale nelle persone adulte, venisse ridotto a meno di 2, 4 g al giorno, il numero di casi di eventi cardiaci e di ictus cerebrale si potrebbe ridurre di 150.000 unità per anno. Alcuni studi hanno dimostrato che le diete che comprendono una quantità di cloruro di sodio > 5 g al giorno, causano un aumento del rischio del 27% di ictus cerebri o di malattie a carico del cuore. In sintesi numerosi studi epidemiologici suggeriscono che una maggiore assunzione di sale e una minore assunzione di potassio (K) sono associati ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. La conferma proviene da un recente studio (il Third National Health and nutrion Examination Survey Liked Mortality File) che è stato condotto dal 1988 al 2006 in modo prospettico su 12.267 adulti americani e che ha analizzato l' incidenza di mortalità per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per cardiopatia ischemica. Durante un periodo di follow- up medio di 14,8 anni sono stati documentati 2.270 morti, di cui 825 per malattie cardiovascolari e 443 per cardiopatia ischemica. Le analisi statistiche hanno mo-strato che un' assunzione di sale più elevata è asso- ciata ad un incremento di mortalità per tutte le cause, al contrario una più alta assunzione di potassio è associata ad una rischio minore di mortalità. Questi dati confer- mano che un più elevato rapporto Na/K si associa ad un significativo rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità per qualsiasi causa (Arch Intern Med 2011; 171 (13): 1183-1191).

Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Oper.medici e tecnici dell' U.O. di Cardiologia Riabili-tativa dell' Az. Osp. Mater Domini Catanzaro.
Palestra.
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Palestra
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